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Isil perde Falluja ma si rafforza a Makhmour

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Isil perde Falluja ma si rafforza a Makhmour

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Dopo aver riconquistato Falluja dalle mani dei miliziani dell’Isil, l’esercito iracheno continua a rastrellare il centro della città, con l’obiettivo di neutralizzare i combattenti ancora nascosti.

Nonostante i comandi militari affermino di avere il pieno controllo del territorio, continuano gli attacchi al mortaio e le azioni suicide.

“Dobbiamo proteggere la vita dei nostri soldati. E’ meglio muoversi con cautela. Falluja è rimasta nelle mani dell’Isil per due anni e mezzo, un giono in più o in meno non fa differenza”.

Per gli abitanti della città potrebbe essere finito un incubo, e dai loro racconti emerge una vita difficile, vissuta sotto il controllo dei fondamentalisti sunniti.

“Quelli dell’Isil ci hanno promesso da mangiare, ma non ci hanno dato nulla. Volevamo lasciare la città, ma ci hanno costretti a tornare. Non avevamo più benzina, nè gas, le scuole erano chiuse. La sola cosa che abbiamo visto sono state le armi, i missili e i carri armati”.

Sconfitti a Falluja, i combattetnti dell’Isil riguadagnano terreno a Makhmour, da dove la popolazione civile sta scappando terrorizzata. Secondo alcune stime nei giorni scorsi si sono messe in marcia più di tremila persone, prive di aiuti e protezioni.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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