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Orlando: l'addio dei familiari alle vittime del Pulse, l'Fbi continua a indagare

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Orlando: l'addio dei familiari alle vittime del Pulse, l'Fbi continua a indagare

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A Orlando proseguono i funerali delle 49 persone uccise al Pulse, dove il 12 giugno si è consumata la strage, per usare le parole del presidente Barack Obama, con più vittime della storia degli Stati Uniti. Le famiglie dicono addio ai propri cari sepolti nel cimitero di Greewood. Una grande bandiera arcobaleno, simbolo dell’orgoglio omosessuale, è stata esposta all’esterno della sede amministriva della contea di Orange di cui Orlando è il capoluogo.

Lo Stato islamico ha rivendicato l’attentato messo a segno da Omar Mateen che era nato 30 anni fa a New York da una famiglia di origine afgana. Era una guardia giurata e viveva a Fort Pierce, cittadina a due ore di automobile da Orlando.

La polizia federale statunitense (Fbi) indaga sui legami dell’uomo con il terrorismo e ha interrogato alcune persone del Centro islamico che frequentava. Omar Mateen era già noto all’Fbi per le sue inclinazioni verso il radicalismo islamico. Nel mirino della procura federale c‘è ora la moglie, sospettata di essere la complice.

Il killer durante l’attacco aveva scambiato degli sms con la moglie che, inoltre, lo accompagnò a comprare il fucile semiautomatico AR-15 con il quale ha compiuto il massacro.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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