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Omicidio Cox: la deputata minacciata da mesi, girava senza scorta

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Omicidio Cox: la deputata minacciata da mesi, girava senza scorta

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È stato uno shock collettivo e brutale quello del barbaro oassassinio di Jo Cox. Uccisa da un uomo vicino a Leeds dopo un meeting politico.

Il paese è sconvolto e questo atto di sangue potrebbe addirittura spostare gli equilibri del referendum sulla Brexit che fino a giovedì propendevano chiaramente per un’uscita di Londra dall’Unione Europea.

Veglie sono state tributate alla giovane deputata un po’ in tutta Europa. Ma soprattutto nel Paese. L’emozione è fortissima come mostra questa donna: “Questa gente che propaga razzismo, bigottismo e intolleranza dovrebbe solo abbassare la testa per la vergogna. Non è questo ciò che siamo e Jo Cox non faceva che ripeterlo. Per questo sono qui oggi”.

La Cox, sconosciuta fuori dal Regno Unito, era considerata in patria un astro nascente dei labour, alla disperata ricerca di figure che potessero rispolverarne il blasone. La sua passione politica e la sua preparazione su certi dossier, ed è un fatto abbastanza raro, le venivano riconosciuti da alleati e avversari. Anche prima della morte: “Non siamo qui per fare i nostri interessi, ma per servire il popolo. E non possiamo farlo se restiamo chiusi in un ufficio di Westminster”, dice una collega deputata.

Adesso Scotland Yard è sotto il fuoco delle critiche per la sicurezza. La deputata aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi e aveva fatto denuncia alla polizia. Ma nonostante questo la revisione delle misure di protezione era ancora in corso. Non aveva scorta. Di questo ha approfittato l’aggressore.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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