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Russia fuori dai Giochi (di Rio). La IAAF conferma la sospensione

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Russia fuori dai Giochi (di Rio). La IAAF conferma la sospensione

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La IAAF conferma l’esclusione della Federazione russa di atletica dai Giochi di Rio, ma già suggerisce una scappatoia per consentire agli ‘atleti puliti’ di parteciparvi a titolo individuale. La Federatletica internazionale ha tuttavia già fatto sapere che accetterà solo un numero limitato di “domande” e ribadito la “non negoziabilità” della sua decisione.

“Nonostante siano stati fatti dei buoni progressi – ha detto il presidente della Federatletica internazionale, Sebastian Coe -, la IAAF ha concordato all’unanimità che la Federazione russa di atletica non ha rispettato le condizioni necessarie a poterla riammettere e che gli atleti russi non possono quindi tornare a partecipare in maniera credibile alle competizioni internazionali, godendo della fiducia del pubblico e dei loro avversari”.

“Decisione non negoziabile” (ma con scappatoia…)

Le modalità della partecipazione degli atleti che saranno ammessi ai Giochi verranno definite dal Comitato Olimpico Internazionale, forse già in una riunione di martedì a Losanna.

Per potervi aspirare, gli atleti dovranno dimostrare la propria estraneità al “sistema del doping” e provare la propria negatività a test effettuati al di fuori del territorio russo. Nonostante manchi l’ufficialità, lo stesso presidente della IAAF, Sebastian Coe, ha confermato che un parere favorevole è già stato emesso in favore di Yulia Stepanova, l’ottocentometrista che con le sue rivelazioni aveva contribuito a far luce sul caso. In base a indiscrezioni raccolte dal giornalista di Sky News Paul Kelso – che per primo aveva anticipato il verdetto della IAAF – non sarebbero più di 5 gli atleti russi che nel complesso potrebbero beneficiare della misura.

Isinbaieva promette battaglia: “Una violazione dei diritti umani”

“L’emendamento” va incontro alle rivendicazioni di politici e atleti che, come la saltatrice con l’asta Elena Izinbaeva, contestavano il principio della “sanzione collettiva”.

Quest’ultima aveva in giornata anche fatto sapere di voler contestare il pronunciamento della IAAF e dimostrare davanti alla giustizia che quest-ultimo costituisce una violazione dei diritti umani. “È una vergogna che atleti puliti come me vengano puniti per atti che non hanno commesso – ha detto Elena Izinbayeva -. L’atletica è uno sport individuale e ogni atleta deve rispondere a simili accuse a titolo individuale. Non posso parlare in nome di altri atleti russi, perché ciascuno è arbitro delle proprie scelte. Ognuno può scegliere a che mezzi ricorrere per vincere l’oro alle Olimpiadi”.

Al Ministro dello Sport Vitaly Mutko, che ha parlato di “decisione a scapito” degli innocenti, ha fatto eco il membro russo del Consiglio IAAF, Mikhail Bhutov, che ha fatto sapere come la federazione russa stia ipotizzando un ricorso al tribunale arbitrale.

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