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Strage Orlando. Nuovo appello di Obama a giro di vite su vendita armi

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Strage Orlando. Nuovo appello di Obama a giro di vite su vendita armi

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Due giorni dopo il massacro nella discoteca gay di Orlando, in Florida, la pista privilegiata dagli inquirenti resta quella dell’azione di un lupo solitario. Al di là della rivendicazione dell’Isis e delle dichiarazioni fatte dell’attentatore Omar Mateen (ucciso durante il blitz delle forze speciali) l’attacco che è costato la vita a 49 persone non sembra essere stato pianificato fuori dagli Stati Uniti.

Il tema caldo resta quello della facilità con cui ci si possono procurare armi d’assalto negli Stati Uniti, come ha ricordato ancora una volta il Presidente Barack Obama. Mateen aveva acquistato il fucile d’assalto AR-15 e la pistola usati per uccidere e ferire oltre 50 persone nelle due settimane precedenti il massacro. Secondo i media statunitensi inoltre aveva cercato inoltre di acquistare un giubbotto antiproiettile di tipo militare, più resistente rispetto ai prodotti standard.

“È un attentato devastante per tutti i cittadini americani. Particolarmente doloroso per la gente di Orlando” ha detto Barack Obama. “Ma credo siamo tutti coscienti che sarebbe potuto accadere ovunque. Dovremo poi fare in modo d’essere del tutto sicuri di riflettere bene al rischio che corriamo continuando ad essere così lassisti permettendo che armi letali come quelle impiegate nell’attentato siano disponibili alla vendita in questo Paese”.

Durante il suo intervento dallo Studio Ovale, il Capo della Casa Bianca ha poi insistito sul fatto che quello di Orlando appare come un tipico caso di estremismo interno agli Stati Uniti. Obama ha ribadito che non esistono al momento indicazioni concrete che il killer abbia agito in base ad un piano o a direttive venute dall’esterno. Parole pronunciate dopo il briefing con i massimi responsabili della sicurezza nazionale, compreso il Direttore dell’Fbi James Comey.

Il Congresso degli Stati Uniti, dove si è sempre arenato ogni tentativo di riforma della legislazione sulla vendita ed il possesso di armi da fuoco, ha osservato un momento di raccoglimento in memoria delle vittime. E come sistematicamente accaduto negli ultimi anni dopo ogni sparatoria negli Usa, le azioni dei principali produttori d’armi da fuoco del Paese sono salite ieri in borsa di oltre 10 punti percentuali.

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