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La risposta di Israele dopo l'attentato di Tel Aviv

Revoca dei permessi d'ingresso ai palestinesi e invio di altri soldati in Cisgiordania

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La risposta di Israele dopo l'attentato di Tel Aviv

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Una grande folla ha partecipato ai funerali di una delle quattro persone rimaste uccise nell’azione terroristica di mercoledì a Tel Aviv.

La cerimonia si è tenuta a Yavne. I familiari hanno chiesto al governo israeliano a trovare una soluzione per farla finita con la violenza.

Mentre alcuni membri dell’esecutivo si sono recati nel bar dove è avvenuta la sparatoria, in segno di solidarietà, la Casa bianca ha esortato alla calma.

Il vice-portavoce del dipartimento di stato Mark Toner ha dichiarato:

Comprendiamo la loro volontà di proteggere la popolazione. La nostra speranza è che le misure che Israele prenderà non portino a colpire i tanti cittadini palestinesi innocenti.

Revoca dei permessi

La risposta dell’esecutivo israeliano è per ora di tipo militare. Una delle contromisure è l’invio di altri soldati in Cisgiordania. In particolare è stato praticamente sigillato il villaggio di Yatta, vicino a Hebron, da cui provenivano i due attentatori.

Le autorità hanno poi revocato i permessi d’ingresso in Israele accordati a oltre 80mila palestinesi.