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La liuteria, arte in crescita in Italia

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La liuteria, arte in crescita in Italia

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L’erede di Antonio Stradivari vive a Pavia.

Marco Brunelli vive della sua passione da anni. Si è avvicinato alla liuteria dopo la laurea in ingegneria. Crea una decina di viole, violini e violoncelli all’anno, ogni strumento richiede fra le 200 e le 300 ore di lavoro. I prezzi partono da 5 mila euro per una singola creazione.

“La scultura del riccio ancora oggi è una parte significativa dello strumento – spiega Brunelli -, perché porta di fatto la firma dell’artista, del liutaio che la scolpisce: come gira la testa, come sporgono le varie parti, quanto profonda, quanto scavata ecc. sono tutte cose peculiari del liutaio”.

Ma Brunelli non è un caso isolato. La liuteria italiana sta vivendo un momento di grazia, non solo a Cremona. Oltre a Pavia, un altro centro importante è Milano.

L’80 per cento degli ordini di Brunelli arrivano dall’estero, soprattutto dall’Asia. Lui spiega così questo successo: “La liuteria italiana secondo me funziona perché agli italiani riconoscono ancora un gusto artistico, un senso del bello esemplare”.

Anche i giovani sono attratti da quest’arte. Alla Civica Scuola di Liuteria di Milano sono sempre di più gli studenti che si avvicinano alla professione.

Nel corso, che dura quattro anni, gli allievi imparano ma soprattutto creano, spiega la professoressa Paola Vecchio: “Io controllo solo che tecnicamente sia fatto bene, ma tutta la parte soggettiva, che può essere la scultura della testa, il contorno, le punte, i filetti ecc. diventano proprio loro, è un modo loro di esprimersi”.

La scuola è estremamente selettiva: solo quindici studenti sono ammessi in totale alle due sezioni d’insegnamento: strumenti ad arco e a pizzico.

“La gioia più grande nel costruire, almeno per me, – dice uno studente – è il momento del montaggio delle corde, quando il violino effettivamente suona”.

Ma una volta usciti dalla scuola, guadagnarsi da vivere mettendo in pratica queste competenze non è facile.
Molti liutai lavorano da soli, ed è quindi difficile cominciare ad affiancare qualcuno esperto nel mestiere.
Secondo i dati forniti dall’istituto, solo la metà dei diplomati diventano poi effettivamente liutai.

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