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Venezuela. Manifestanti pro-referendum dispersi da polizia

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Venezuela. Manifestanti pro-referendum dispersi da polizia

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Diventa sempre più incandescente in Venezuela l’atmosfera delle proteste contro il governo e per chiedere un referendum di revoca dei poteri del Presidente Nicolas Maduro.

Migliaia di persone in marcia a Caracas verso il Consiglio Nazionale Elettorale si sono viste sbarrare la strada da un imponente dispiegamento di forze di polizia che hanno usato gas lacrimogeni per disperdere la manifestazione.

“Sono venezuelana, ho firmato per il referendum di revoca, sono qui a reclamare i miei diritti. E la polizia non ci lascia passare. E noi muoriamo di fame, non c‘è da mangiare. Io sono madre di due bambini” dice una manifestante. La protesta era guidata dall’ex-candidato alla presidenza e leader dell’opposizione antichavista Henrique Capriles.

Ieri intanto le autorità hanno annunciato la convalida della maggioranza delle firme depositate un mese fa dall’opposizione riunita nel Tavolo per l’Unità Demoratica. Un milione e 800.000 firme, 10 volte il minimo necessario per richiedere che venga indetto il referendum come previsto dall’articolo 72 della costituzione. Ma è solo il primo passo di un processo lungo e complesso che il potere chavista sta ostacolando in ogni modo.

L’opposizione è infatti impegnata in un’autentica lotta contro il tempo. Ammesso che la consultazione popolare venga indetta, dovrà tenersi prima del prossimo 10 gennaio perchè possa portare a destituire Maduro e indire nuove elezioni.

Oltre quella data, il Presidente in carica dovrà sì fare un passo indietro, ma a prendere il suo posto ad interim, sino alla scadenza del mandato, sarà il Vicepresidente Diosdad Cabello.

Fedelissimo di Maduro, chavista ortodosso, Presidente della Camera oltre che Vicepresidente, Cabello è, non ultimo, indagato dalla Dea statunitense (Drug Enforcement Administration, l’organismo di lotta al narcotraffico) con l’accusa di traffico di droga.

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