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Comunali: M5S trionfa, il Pd scricchiola, batosta di Berlusconi

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Comunali: M5S trionfa, il Pd scricchiola, batosta di Berlusconi

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Virginia Raggi si vede già sindaco di Roma, e non ha tutti i torti. Con lei i Cinque Stelle hanno raddoppiato i voti nella capitale. Il Movimento ha il vento in poppa: a Torino ha addirittura quintuplicato i consensi, e a livello nazionale si dice pronto a governare.

“È solo il primo tempo – ha detto la candidata pentastellata – e ci sarà comunque un rush finale. Però è un momento storico, è un momento importantissimo, sia perché potrei diventare il primo sindaco donna di Roma, sia perché i romani hanno fatto chiaramente intendere di non credere più alle promesse, agli slogan elettorali, sia ancora perché i romani stanno dimostrando fiducia a un movimento politico che sta presentando un progetto di governo serio e trasparente”.

Raggi, staccando Roberto Giachetti di 10 punti percentuali, approderà al ballottaggio del 19 giugno con un margine confortevole.

Ma il Partito Democratico e i suoi candidati scricchiolano non solo a Roma e Torino ma in tutti i maggiori capoluoghi della penisola. A Torino il sindaco uscente Fassino è in testa, ma il partito è secondo, anche se solo di qualche centinaio di voti; a Milano Sala è testa a testa con Parisi, e a Napoli De Magistris arriva ampiamente in testa correndo da indipendente mentre la candidata Pd è fuori. Lo stesso premier Matteo Renzi, che si è messo in gioco in prima persona nella campagna elettorale, ha ammesso che “il Pd ha problemi”, pur negando che la consultazione di ieri fosse un test nazionale.

Se Renzi non gioisce, Berlusconi, di ritorno nell’arena elettorale, prende una batosta, e si fa anche attaccare dagli alleati, critici rispetto alle sue scelte. Forza Italia è in caduta libera, lasciando il ruolo di leader nel centrodestra alla Lega Nord.

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