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Mar cinese meridionale: la Cina dice no all'arbitrato dell'Aja

La richiesta di far intervenire il Tribunale internazionale riguarda la disputa con le Filippine

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Mar cinese meridionale: la Cina dice no all'arbitrato dell'Aja

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Non si placano le tensioni sulle sovranità nazionali nel Mar cinese meridionale.

Sulla disputa in corso con le Filippine, la Cina rifiuta l’arbitrato da parte del Tribunale dell’Aja.

Il segretario statunitense alla difesa Ashton Carter ha esortato a non insistere con le provocazioni, ricordando che il suo paese è e resterà la principale potenza militare nell’area.

Ma il capo negoziatore cinese ha ribadito:

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Il caso va oltre la giurisdizione del Tribunale perché le dispute territoriali e la sovranità non possono essere soggette ad arbitrato. Per noi questo arbitrato è illegale e non lo accetteremo.

Il Mar Cinese Meridionale è solcato da alcune delle rotte marittime più trafficate al mondo che collegano la Cina, il Giappone, la Corea e Taiwan con l’oceano Indiano. Nei suoi fondali vi sono giacimenti di petrolio e gas naturale.

Le rivendicazioni marittime di Cina, Taiwan, Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei si sovrappongono e le dispute si trascinano da decenni.

Sembrano posizioni inconciliabili, eppure Pechino ha appena annunciato che parteciperà alle esercitazioni multilaterali nel Pacifico previste in giugno. Si tratta delle manovre navali più imponenti del mondo e verranno dirette dagli americani.