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Grecia, nuovi record per il turismo ma l'austerità fa ancora paura

Gli operatori del settore lamentano l'inasprimento di imposte che potrebbe ridurre la competitività dell'offerta ellenica.

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Grecia, nuovi record per il turismo ma l'austerità fa ancora paura

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Se c‘è un settore che mai ha smesso di fare il bene delle esauste casse greche è il turismo. L’estate alle porte si preannuncia, secondo la federazione nazionale del comparto, da record. Anche perché le isole elleniche sono considerate mete assai più tranquille di tradizionali “rivali” come le coste tunisine ed egiziane o la Turchia.

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"L'austerità il prossimo anno sarà peggiore che negli ultimi tre."

Michael Massourakis Capo economista degli industriali greci

Michael Massourakis, capoeconomista della Confindustria ellenica, intervistato dall’inviata di euronews allo European business summit di Bruxelles, Aleksandra Vakulina afferma che “non avremmo mai pensato di superare i 14-15 milioni di turisti, che ci attendevamo durante i Giochi olimpici. Il fatto che ora siamo sui 25-26 milioni non dipende solo dal buon lavoro fatto dalla Grecia per restare competitiva. Dobbiamo riconoscere che le motivazioni geopolitiche hanno il loro peso”.

Le aspettative sono corroborate dalle statistiche aeroportuali. Il traffico di passeggeri internazionali ad Atene ha superato, nei primi cinque mesi del 2016, i 4 milioni, con un incremento del 7,3% rispetto allo scorso anno.

Ma, tra aumenti dell’Iva e la tassa di soggiorno prevista per il 2018, la federazione degli operatori del turismo (Sete) teme per il futuro. Soprattutto quest’ultima ha sollevato la protesta del comparto alberghiero. Funzionerà così:

Alberghi

* 1-2 stelle 0,50 € a notte * 3 stelle 1,50 € a notte * 4 stelle 3,00 € a notte * 5 stelle 4,00 € a notte

Appartamenti

* 1-2 posti 0,25 € a notte * 3 posti 0,50 € a notte * 4 posti 1,00 € a notte

La federazione degli albergatori paventa la perdita di posti di lavoro e, in una lettera al ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos, ha definito l’inasprimento delle imposte “iniquo e sbagliato”.

Ma il problema di fondo è che il Tesoro greco è ancora disperatamente a caccia di denaro, per raggiungere gli obiettivi di bilancio richiesti dai suoi finanziatori.

“Abbiamo fatto – dice ancora Massourakis – sostanziali progressi tra il 2010 e il 2014 sui conti pubblici. Ma tra il 2014 e il 2016 c‘è una fase, diciamo, di stallo. E ora dobbiamo proseguire con gli aggiustamenti. È per questo che dico che stiamo entrando in un periodo di maggiore austerità, questa è la parola giusta probabilmente, rispetto agli ultimi tre anni”.

Oltre all’ultimo aumento dell’imposta dei consumi, ora al 24%, l’ultimo pacchetto approvato dal parlamento greco prevede, dall’anno prossimo, inasprimenti di tasse su alcol, tabacco, telefonia mobile e persino sul caffé.