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Voto sul 'genocidio' armeno: Merkel prova a ricucire lo strappo con Ankara

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Voto sul 'genocidio' armeno: Merkel prova a ricucire lo strappo con Ankara

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La politica tedesca prova a ricucire lo strappo con la Turchia, dopo il voto del Bundestag che ha riconosciuto come ‘genocidio’ il massacro degli armeni compiuto dagli ottomani sul finire della Prima guerra mondiale.

Sì a maggioranza schiacciante, ma la Merkel non c‘è

Al voto, arrivato dopo ripetuti altolà di Ankara sulle sue possibili ripercussioni sui rapporti tra i due paesi, non ha tuttavia preso parte la cancelliera Angela Merkel, che ha invece incontrato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

“Rispetto al voto del Parlamento tedesco vorrei sottolineare che ci sono legami forti tra Germania e Turchia – ha detto la Cancelliera, alla conferenza stampa congiunta con Stoltenberg -. Possiamo anche avere opinioni divergenti rispetto a singole tematiche, ma i rapporti che ci uniscono sono solidi e profondi. L’amicizia è grande, i legami sul piano strategico numerosi, dalle questioni inerenti la difesa a molte altre. E non da ultimo, ci sono tre milioni di cittadini turchi che vivono nel nostro paese”.

Criticata da parte della politica tedesca come una “mancanza di coraggio” nei confronti della Turchia, la mancata presenza in aula della Merkel era stata annunciata negli scorsi giorni. Ad un precedente “voto di test” in formazione ristretta, la Cancelliera si era tuttavia pronunciata a favore della risoluzione. Proposta dai partiti di maggioranza ma forte di un ampio sostegno trasversale, quest’ultima è passata agevolmente con un solo astenuto e un solo voto contrario.

Festa degli armeni davanti al Bundestag (con un pizzico d’amarezza)

A Erevan che ha salutato “l’apporto della Germania nel riconoscimento e la condanna internazionale del genocidio” ha fatto eco davanti al Bundestag la festa della comunità armena tedesca.

“Quanto accaduto oggi è la prova che simili atrocità non vengono dimenticate – dice una partecipante -. Né oggi, né mai”. Più amaro il commento di un altro manifestante, che pur parlando di “ottima notizia”, si rammarica del tempo impiegato dal governo tedesco per compiere questo passo.

Ankara contesta invece la versione di Erevan, che argomenta la definizione di “genocidio”, imputando all’impero ottomano deportazione e massacro di un milione e mezzo di armeni.

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