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Nonostante Ankara, la Germania riconosce il "genocidio" armeno

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Nonostante Ankara, la Germania riconosce il "genocidio" armeno

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Le pressioni, la rabbia dei turchi in Germania e delle autorità di Ankara non hanno dunque modificato nulla. Mercoledì 1 giugno sono state centinaia le persone raccolte davanti al Parlamento tedesco per protestare contro quel voto, senza ottenere alcun risultato. Due giorni fa, il presidente turco ha fatto un annuncio e messo in guardia Berlino.

Tayyip Erdogan, presidente della Turkia: “Abbiamo un problema chiamato «genocidio armeno»? Non abbiamo alcun problema. Siamo a nostro agio in questa situazione. La Germania è un paese dove vivono oltre 3 milioni di turchi. Se il Paese cadesse nell’errore, naturalmente questo danneggerà il futuro delle nostre relazioni diplomatiche bilaterali, economiche, commerciali, politiche e militari.”

Non è la prima volta che la Turchia storce il naso sulla questione. In precedenza il voto in altri paesi ha spesso visto il temporaneo ritiro dei loro ambasciatori. Questa volta con il voto in Germania e viste le relazioni tra le due nazioni, il problema è più sentito. Anche qualche osservatore giudica poco opportuna, vista la crisi migratoria, la scelta tedesca.

L’anno scorso il presidente tedesco aveva avviato un percorso, riconoscendo il termine “genocidio”. Per le celebrazioni del centenario, Erevan ricevette una delegazione di capi di stato tutti impegnati per la causa armena. Finché Papa Francesco non descrisse il momento storico vissuto come il grande primo “genocidio” del XX secolo che si è verificato tra il 1915 e il 1918, durante l’Impero ottomano. Secondo gli armeni vennero uccisi 1,5 milioni di persone. Per la Turchia fu una guerra civile il cui bilancio non superava gli 800.000 morti in totale.

Al di là della battaglia sulle cifre, è sul piano diplomatico che le tensioni vengono esasperate. Trenta Paesi hanno riconosciuto l’esistenza di un “genocidio”. Il primo fu l’Uruguay nel 1965, l’ultimo la Germania. La maggior parte attraverso la risoluzione in parlamento. Solo quattro sono giunti poi alla normativa.

Anche le istituzioni internazionali se ne sono occupate. Il Parlamento europeo già nel 1987, ma anche il Consiglio d’Europa o il Parlamento del Mercosur. Sebbene le Nazioni Unite non lo abbiano mai fatto ufficialmente. La questione divide, infatti, la comunità internazionale da sempre.

Alcuni paesi come Regno Unito o Israele si rifiutano di mettere a repentaglio le loro relazioni con Ankara. E, presto, vedremo la reazione che avranno gli oltre 3 milioni di turchi che vivono in Germania.

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