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Ankara contro Berlino. Prime rappresaglie dopo il voto sugli armeni

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Ankara contro Berlino. Prime rappresaglie dopo il voto sugli armeni

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Erdogan torna ad alzare la voce e il suo delfino e neo-premier Binali Yildirim parla di regia di una “lobby armena e razzista”. Non tarda la reazione di Ankara al voto del Bundestag che ha riconosciuto come “genocidio” il massacro degli armeni compiuto dagli ottomani sul finire della Prima guerra mondiale.

In visita in Africa, il presidente turco ha ribadito l’altolà a Berlino già formulato negli scorsi giorni. “La decisione presa dal Parlamento tedesco nuocerà sensibilmente alle relazioni fra Turchia e Germania – ha detto Erdogan da Nairobi -. Appena sarò di ritorno ad Ankara studieremo la situazione e vedremo quali passi andranno intrapresi”.

Un primo, confermato dallo stesso primo ministro Yildirim e arrivato già nel primo pomeriggio di giovedì, è consistito nel richiamo per consultazioni dell’ambasciatore turco a Berlino. Una replica doverosa, secondo alcune delle voci raccolte a Istanbul.

“Se ci costringono a reagire, allora non ci resta che farlo – dice un passante -. Rispetto ai crimini commessi dalla Germania di Hitler, quanto abbiamo fatto è poi assolutamente irrisorio. Sempre ammesso che questo ‘qualcosa’ sia stato commesso. E non è assolutamente il caso”.

“Che il Parlamento tedesco lo abbia riconosciuto o meno come tale mi è del tutto indifferente – dice un altro passante a Istanbul -. Per me in ogni caso si tratta di genocidio”.

Una posizione minoritaria nella società turca, quest’ultima, a cui fanno da contraltare esacerbate reazioni di diversi ministri, che hanno accusato il Bundestag di “irresponsabilità” e non hanno esitato a rispolverare il “passato oscuro” della Germania, con evidente riferimento al Nazismo.

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