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Uccisione Gorilla Harambe, polizia Cincinnati apre inchiesta

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Uccisione Gorilla Harambe, polizia Cincinnati apre inchiesta

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La polizia dell’Ohio avvia un’inchiesta per chiarire circostanze ed eventuali responsabilità per l’uccisione di Harambe, raro esemplare di Gorilla di pianura occidentale.

L’esemplare è stato abbattuto dopo che un bambino di 3 anni era accidentalmente caduto nella gabbia del primate allo zoo di Cincinnati.

La sola conseguenza per il bimbo è stato un grosso spavento, oltre a qualche lieve escoriazione riportata nella caduta all’interno della recinzione. I genitori, che hanno preferito mantenere l’anonimato, hanno inviato un messaggio di ringraziamento alla direzione dello zoo per una decisione tanto difficile.

L’episodio ha calamitato in modo eccezionale l’attenzione del pubblico ed innescato le polemiche. Come si è potuto arrivare ad un tale incidente? Questa è la prima domanda che pone chi critica la gestione della struttura.

“È ovvio che un adulto ben equipaggiato può scavalcare qualunque tipo di barriera. Ma qui parliamo di un bimbo di 3-4 anni, non di qualcuno che arriva con materiale d’arrampicata. E non sembra, da quello che riportano le cronache e i testimoni, che sia stato così difficile per lui oltrepassare la recinzione. E se ci riesce un bimbo, le pare che sia una barriera sicura?” denuncia Michael Budkie, responsabile dell’associazione per la difesa degli animali ‘Stop Animal Exploitation Now’.

La direzione si difende spiegando che la situazione era troppo delicata per accettare il rischio e la decisione di sparare è stata presa nell’arco di pochi minuti. Utilizzare un calmante sarebbe stato molto rischioso: il tempo necessario affinchè il narcotico faccia effetto su un animale che pesa un paio di tonnellate sarebbe potuto costare la vita al bambino. Tanto più che l’animale può reagire violentemente prima che il tranquillante faccia effetto. Dunque uccidere Harambe è stata una buona decisione?

“Una decisione giusta oltre ogni ragionevole dubbio” secondo Jack Hanna, esperto di fauna selvatica. “Il Gorilla sta lì, davanti a qualcosa che gli è caduto dal cielo, attorno a lui gente che grida e si agita, si chiede cosa succede, i genitori sono disperati. Vi assicuro che non potete immaginare cosa possa accadere in natura tra animali del genere. Non auguro a nessuno di vedere quel che sarebbe potuto succedere se non avessero sparato” dice, difendendo la decisione presa dallo zoo.

Ma la reazione dei responsabili della struttura è criticata anche su questo punto: se il pubblico fosse stato allontanato e i veterinari, che il gorilla vede quotidianamente, fossero scesi nella gabbia, si sarebbe messo al sicuro il bambino senza dover abbattere il gorilla, un esemplare di 17 anni.

Negli Stati Uniti la polemica sta assumendo dimensioni impressionanti. Oltre 100.000 persone hanno firmato una petizione per creare una legge che permetta d’incriminare i genitori, responsabili di non aver controllato il bambino.

Jerry Stones lavora per lo zoo di Brownsville, in Texas. Faceva parte della squadra che ha assistito alla nascita di Harambe, 17 anni fa, ed ha seguito il piccolo gorilla durante i primi mesi di vita. Ha rilasciato un’intervista alla tv ABC dichiarando che sapere che un’animale come Harambe è stato ucciso è un po’ come perdere un membro della famiglia.

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