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I timori per i civili frenano l'offensiva. Stallo a Falluja

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I timori per i civili frenano l'offensiva. Stallo a Falluja

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Il cerchio intorno a Falluja si stringe, ma l’assalto per riprendere la città all’ISIL viene rimandato per preservare l’incolumità dei 50.000 civili che vi sono ancora bloccati. L’annuncio del premier iracheno Haider al-Abadi fa eco ai timori espressi da diverse organizzazioni umanitarie e arriva ad oltre una settimana dal via delle operazioni.

“Qui a Nuamuya, nell’immediato sud di Falluja, i combattimenti proseguono grazie anche all’appoggio della coalizione internazionale e dell’aviazione irachena – spiega il responsabile delle operazioni, Generale Abdul Wahab Al-Saidi -. Le forze impegnate sul terreno appartengono a polizia, esercito e unità anti-terroristiche”.

In visita all’accampamento militare di Tariq, il primo ministro Al-Abadi ha incontrato i responsabili delle operazioni e detto che una rapida conclusione dell’offensiva sarebbe possibile, se la priorità non fosse al momento quella di mettere al sicuro i civili.

“L’allarme bambini” delle organizzazioni umanitarie

Proprio nelle ultime ore, Save the Children e Programma alimentare mondiale hanno lanciato un “allarme bambini”: i 20.000 ancora presenti a Falluja, dicono, sono esposti a una “violenza estrema” e rischiano a breve di esaurire le scorte di cibo.

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