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I safari dell'arte

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I safari dell'arte

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Forse non è una novità ma il safari fotografico diventa piu’ sfizioso se diventa d’arte.

I visitatori hanno percorso una lunga distanza per esplorare una delle prime riserve o parchi nazionali africani che aprono all’arte. Siamo al
Na’an Kuse, a un’ora d’auto dalla capitale della Namibia Windhoek.

Armati di pennelli e matite i pittori si mettono all’opera, alcuni sono dei veterani dei safari. Come l’organizzatrice Mary-Anne Bartlett che spiega come si debba diventare parte del paesaggio per far si’ che gli animali si avvicinino.

I ghepardi sono noti informalmente come i cani della famiglia dei felini, perché si possono domare facilmente.

L’artista da safari Paul Hazeldine aveva cominciato a dedicarsi al genere 10 anni fa nei safari organizzati da Mary-Anne Bartlett. Ma prima di ritrarli bisogna osservarli attentamente gli animali.

La tappa successiva del gruppo è a Okapuka, mezz’ora a nord della capitale. Qui ci si imbatte in un rinoceronte bianco minacciato dal bracconaggio. Gli artisti non possono essere a contatto questa volta.

Si dice che quando si sta seduti a dipingere o disegnare un animale puoi vederne l’anima.

I Safari d’“arte”:http://artsafari.co.uk/ sono aperti a tutti coloro che hanno molti soldi e molto tempo libero.

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