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Brexit: nell'ultimo sondaggio anti-Ue in testa, è caccia agli indecisi

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Brexit: nell'ultimo sondaggio anti-Ue in testa, è caccia agli indecisi

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Il vento anti-immigrazione spinge gli euroscettici verso il referendum del 23 giugno sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Un sondaggio di Icm, realizzato per il Guardian, dà i favorevoli alla Brexit in testa con il 52%, contro il 48% dei filo-europei. Se si guarda alla media dei sondaggi, il risultato si ribalta, ma con un margine di soli tre punti.

I leader dei pro-Brexit promettono una politica migratoria sul restrittivo modello australiano: “Vogliamo il meglio, le persone più brillanti dal resto del mondo – dice Janice Atkinson, parlamentare europea eletta con lo Ukip, oggi indipendente – Non vogliamo alzare barriere, io voglio che vengano il più brillante scienziato nucleare cinese, i banchieri d’investimento provenienti dagli Stati Uniti, i consulenti informatici dall’India. Adesso stiamo discriminando gli extracomunitari, stiamo solo accogliendo milioni di persone dai Paesi europei più poveri, attratte dal nostro salario minimo e non possiamo permetterci le infrastrutture per tutte queste persone che arrivano”.

L’Ocse avverte che la Brexit sarebbe un grosso rischio per l’economia di Londra, un argomento che potrebbe attrarre gli indecisi che il Financial Times accredita a una quota superiore al 10%.

“Ritengo che lasciare l’Unione sia un rischio troppo grande – dice una studentessa che fa campagna per restare nell’Unione europea – Non sappiamo cosa potrebbe accadere. Perché cambiare una cosa che funziona?”.

Il primo effetto del testa a testa è il boom di iscrizioni al voto: 80mila persone in 24 ore. I toni accesi lacerano i partiti, nei Tories spaccati a metà, il premier David Cameron si allea con il neosindaco laburista di Londra, Sadiq Khan.

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