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Football For Friendship, il calcio che abbatte le barriere

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Football For Friendship, il calcio che abbatte le barriere

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Lo scorso weekend, Milano è si è trasformata nella capitale del calcio. Oltre alla finale della Champions League, la città lombarda ha ospitato la quarta edizione di ‘‘Football For Friendship’‘, il programma sociale, organizzato da Gazprom, che promuove alcuni importanti valori, come tolleranza e rispetto, attraverso un linguaggio comune: quello del calcio.

Trentuno squadre, di giocatori tra i 12 e i 14 anni, provenienti da Europa, Asia, Sud America e Africa hanno preso parte all’evento, sfidandosi nel torneo di Street Soccer. Tra i team partecipanti, per la prima volta, c’era anche l’Al-Wahda di Damasco, in Siria. Un’occasione imperdibile per questi ragazzini, che per qualche giorno hanno potuto lasciarsi alle spalle la guerra.

“La gente siriana vuole la pace e l’amicizia – ha detto il tecnico siriano Ziad Shabo -. E’ un sogno per i nostri bambini poter vedere altri bambini che vengono dal Brasile, dalla Francia, dall’Italia e da tutto il mondo. Con loro hanno potuto stringere un’amicizia. Il popolo siriano è ancora vivo, vogliamo la fratellanza in tutto il mondo”

Non è stato facile, pero’, per i giovani siriani raggiungere Milano. Hanno dovuto oltrepassare il confine in pullman fino al Libano, da dove hanno poi preso un volo alla volta dell’Italia. Un viaggio lungo, ma ne è valsa sicuramente la pena.

“Sono molto contento di essere qui e mostrare il mio talento a tutto il mondo – ha detto un bambino siriano -. Il mio sogno? Diventare un famoso calciatore della Liga spagnola e giocare nel Barcellona”.

Football For Friendship non è solo un’occasione per giocare a calcio, ma anche per conoscere altre culture, confrontarsi, allargare i propri orizzonti. E incontrare esponenti del mondo del pallone, come il Global Ambassador del progetto, Franz Beckenbauer: “E’ molto importante per questo gruppo di ragazzi siriani abbandonare, almeno per un giorno, il loro Paese e non sentire il rumore delle bombe – ha detto l’ex ct della Nazionale tedesca -. Possono sperimentare e vedere com‘è il mondo in pace. Ed è proprio il caso di questo torneo in Italia. Questi ragazzi della Siria non dimenticheranno mai questa giornata”

Ha partecipato all’evento anche l’ex stella del Real Madrid, Míchel Salgado, in veste di Ambasciatore Uefa al Forum: “Penso che sia una progetto finalizzato, prima di tutto, a far dimenticare i problemi a bambini sfortunati come i siriani, che hanno a che fare quotidianamente con la guerra in Medio Oriente – ha detto lo spagnolo -. Il calcio è un linguaggio universale, che tutti i bambini del mondo parlano. E’ lo stesso in ogni società e serve a unire il pianeta. Credo che tornei come questo dovrebbero essere organizzati ogni giorno e in tutto il mondo, per far dimenticare ai bambini quello che stanno vivendo”.

Sono stati gli sloveni del Maribor a riportare quest’anno il torneo di Street Soccer, dopo aver battuto in finale gli ungheresi del Debrecenm nella cornice del Castello Sforzesco. Sullo stesso campo dove, 24 ore prima, le leggende di Milan e Inter hanno giocato contro una selezione di campioni provenienti dal resto del mondo. Sabato sera poi, gli aspiranti calciatori hanno assistito alla finalissima della Champions League a San Siro. Sognando, un giorno di poterci essere loro, al posto di Cristiano Ronaldo e compagni.

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