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Altolà di Erdogan alla Germania: "Quello degli armeni non è genocidio"

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Altolà di Erdogan alla Germania: "Quello degli armeni non è genocidio"

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“Berlino ci pensi due volte: il voto del Bundestag, che giovedì dovrebbe riconoscere al massacro armeno da parte degli ottomani la definizione di ‘genocidio’ rischia di penalizzare le relazioni fra i nostri paesi”. Questo il succo dell’altolà alla cancelliera Merkel del presidente turco Erdogan: benzina sul fuoco di rapporti già tesi, a causa dell’accordo sui migranti che Ankara minaccia di boicottare.

“Se la Germania approvasse questa risoluzione – ha detto Erdogan -, ciò non mancherebbe certo di influenzare le nostre relazioni future: sul piano diplomatico, economico, commerciale, politico e anche militare, visto che siamo entrambi membri della NATO. Spero quindi che la Germania soppesi bene tutti questi risvolti, prima di decidere su come pronunciarsi”.

Un voto scontato. E la Francia che si spinge anche oltre

Visto il sostegno trasversale di cui gode la risoluzione, il risultato del voto è scontato. Un’iniziativa ancora più spinta era stata adottata dalla Francia, che nel 2012 aveva approvato una legge che penalizza la negazione del “genocidio” armeno.

Clooney in prima linea

In prima linea alle commemorazioni del 101° anniversario, era presente lo scorso 24 aprile anche George Clooney, da tempo sostenitore della causa armena.

Ankara vs. Erevan: la contesa infinita

Ankara ha sempre contestato la versione di Erevan, che argomenta la definizione di “genocidio”, imputando agli ottomani il massacro di 1,5 milioni di armeni, sul finire della Prima guerra mondiale. La Turchia ridimensiona anzitutto le cifre, parlando di un massimo di 500.000 morti, e li imputa a “guerra civile” e “carestie”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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