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Francia, contro la riforma del lavoro al via scioperi di treni ed aerei

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Francia, contro la riforma del lavoro al via scioperi di treni ed aerei

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La Francia entra nel quarto mese di scontro tra governo e sindacati sulla riforma del codice del lavoro. Il rischio di una penuria di carburante legata alle proteste nelle raffinerie sembra minore rispetto alla violenza dello scontro fino alla scorsa settimana. Ma i lavoratori restano sul piede di guerra.

Ad oggi soltanto 2 delle 8 raffinerie del Paese funzionano a ritmo normale: quelle di Fos-sur-Mer vicino a Marsiglia (dove la scorsa settimana sono intervenute le forze dell’ordine per porre fine alla protesta dei lavoratori) e quella di Port-Jérôme-Gravenchon, in Seine-Maritime, a Nord-Ovest di Parigi.

“La protesta andrà avanti fino a quando il governo si rifiuterà di ascoltarci e fino a quando non avrà ritirato il progetto di riforma dello statuto dei lavoratori. Fino a quando non avranno presentato un progetto che vada incontro alle aziende e ai lavoratori francesi” dice Sebastien Varagnol, delegato sindacale nel sito di Lavéra, vicino a Marisglia.

In questo articolo, pubblicato sul sito della tv francese France 24, potete trovare una carta della Francia che indica la posizione delle 8 raffinerie e lo stato d’attività in data 30 maggio.

Uno scontro tanto più acuto dopo le dichiarazioni del Presidente della Confindustria francese Pierre Gattaz secondo il quale i sindacalisti della Cgt si comportano da “delinquenti” e “terroristi”.

Intanto da oggi è chi viaggia con treno, metropolitana ed aereo a doversi aspettare una settimana di disagi: SNCF, RATP e AIRFRANCE avviano una serie di scioperi in cui l’opposizione alla riforma del lavoro si mescola con rivendicazioni specifiche del settore. Trasporti che funzioneranno a singhiozzo fino alla prossima giornata di mobilitazione generale contro la riforma, fissata per il 14 giugno.

Ormai il cuore della protesta dei sindacati si concentra sull’articolo 2 del testo messo a punto dal governo di Manuel Valls, testo che porta il nome della Ministra del Lavoro Myriam El Khomri. Articolo in base al quale gli accordi raggiunti a livello aziendale avrebbero la priorità rispetto al codice di riferimento del settore a livello nazionale.

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