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I 300 giorni dell'inferno di Verdun

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I 300 giorni dell'inferno di Verdun

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Sono le 7.15 del mattino il 21 febbraio del 1916, quando una pioggia di proiettili si riversa sul Bois des Caures. Comincia così la battaglia di Verdun, con un bombardamento dell’artiglieria tedesca che coglie di sorpresa le truppe francesi.

Cent’anni dopo, Verdun resta la battaglia più famosa della prima guerra mondiale.

Verdun, 300 mila morti in 300 giorni. 130 mila di questi soldati, tedeschi e francesi, sono sepolti nell’impressionante Ossario di Douaumont.

Verdun, una lotta spietata esclusivamente tra francesi e tedeschi, gli Alleati sono assenti. Una battaglia che, nei progetti dello Stato maggiore tedesco, doveva risolversi in fretta dopo la tempesta di fuoco dell’artiglieria, e che invece si trasformerà in guerra di trincea. 26 milioni i proiettili sparati, sei proiettili per metro quadro, nei 300 giorni e le 300 notti di bombardamenti tra febbraio e dicembre.

Considerata dagli storici la battaglia più terribile della storia, Verdun è stata tuttavia meno sanguinosa di quella della Somme, alla quale invece parteciparono gli Alleati e dove solo nel primo giorno si contarono 19.240 caduti britannici. È qui che entrarono in gioco per la prima volta i carri armati e la battaglia della Somme è anche la prima a essere mai stata filmata, in una testimonianza eccezionale della guerra moderna.

Ma Verdun conserva la più forte carica simbolica dell’assurdità della guerra: i tedeschi non si sono mai avvicinati a meno di cinque chilometri dalla città di Verdun.
Nel1984 Helmut Kohl e François Mitterrand sceglieranno simbolicamente questo luogo per suggellare l’amicizia fra i due popoli.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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