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La destra estrema in crescita in Europa

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La destra estrema in crescita in Europa

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Ancor prima di conoscere i risultati delle presidenziali austriache, domenica scorsa, i sostenitori di Norbert Hofer non avevano dubbi: comunque vada, è il primo passo verso i successi futuri. Anche per i partiti europei d’estrema destra.

“Non importa quale sia il risultato, se Hofer sarà o no presidente. Essere arrivato fin qui è già una pietra miliare”, commentava allora un elettore. E una sostenitrice aggiungeva: “Sento che questo è un punto di svolta per tutta l’Europa. Siamo felicissimi”.

Un nuovo campanello d’allarme per Bruxelles, dopo il referendum sull’accordo d’associazione con l’Ucraina tenutosi nei Paesi Bassi ad aprile. A intascare e trarre profitto dalla schiacciante vittoria del no era stato Geert Wilders, leader di un’altra formazione di estrema destra, il Partito della libertà, che l’aveva presentato come un voto di sfida contro l’Unione europea.

Accanto all’euroscetticismo, l’altro elemento che accomuna questi partiti è una posizione di rifiuto dell’immigrazione, quando non addirittura l’islamofobia. In Germania Pegida è l’espressione più estrema di questa diffidenza verso i musulmani, che però è condivisa da Alternativa per la Germania (Afd), il cui programma elettorale propone che l’Islam sia incompatibile con la costituzione. Afd è riuscita a far eleggere suoi rappresentanti in tre parlamenti regionali con risultati che vanno dal 12 al 24 per cento dei suffragi.

Pascal Delwit. dell’Université Libre de Bruxelles, commenta: “È un movimento europeo, ma bisogna sottolineare alcuni elementi. Riguarda più il centro e il nord dell’Europa, mentre la Spagna, il Portogallo o l’Italia ne risentono meno. È vero che in Italia c‘è la Lega Nord, e in Grecia hanno Alba dorata, ma non sono comparabili con il peso di partiti come l’Fpö, il Front National, il Partito popolare danese o i Veri finlandesi”.

In Francia, alle regionali di dicembre, il Front National si è piazzato ampiamente in testa in due regioni al primo turno, ma è stato sconfitto al ballottaggio. Il consenso comunque cresce, tanto che per la maggior parte dei sondaggi alle presidenziali del 2017 Marine Le Pen dovrebbe arrivare senza problemi al secondo turno. Se poi riesca a farsi eleggere, dipenderà in gran parte da chi si troverà di fronte.

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