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Francia rischia penuria carburante. S'aggrava scontro governo sindacati

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Francia rischia penuria carburante. S'aggrava scontro governo sindacati

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Sei raffinerie sulle 8 del territorio francese interessate dal blocco contro la riforma del lavoro. E uno scontro che rischia di farsi ancora più duro tra i sindacati e il governo socialista di Manuel Valls. Da questa mattina alle 4.30 le forze dell’ordine intervengono sul sito di Fos-sur-Mer, nel Sud-Est della Francia.

In Francia ormai 1.500 stazioni di servizio sono chiuse o con le riserve in esaurimento a seguito dell’azione del sindacato Force Ouvrière e della Cgt, la Confederazione Generale dei Lavoratori, la più importante organizzazione francese, presso i principali siti petroliferi del Paese.

I dipendenti del settore si difendono dall’accusa d’abusare del loro potere e voler mettere in ginocchio i trasporti.

“Speriamo che altri compagni si uniscano a noi” dice Franck Bobard, rappresentante di Fo sul sito di Grandpuits, vicino a Parigi. “Come abbiamo già detto, non siamo qui per far danni, non siamo dei casseurs. Siamo dei dipendenti arrabbiati e dei cittadini delusi. Dunque sta ora al governo prendere le decisioni necessarie”.

Le conseguenze dello sciopero si fanno sentire nei distributori, soprattutto a Parigi e nell’hinterland della capitale.

“Visto che c‘è una fila di almeno 20 macchine laggiù, sono venuto qui, spero di far prima” dice un pensionato.

Ormai 1 benzinaio su 8 a livello nazionale si trova in difficoltà.

“Da sabato è un continuo, dobbiamo rimpire i serbatoi molto spesso” dice Mélissa Dangriaux, cassiera in un distributore alla periferia di Parigi.

La Ministra Myriam El Khomri che ha battezzato la controversa riforma del lavoro ha denunciato la volontà di prendere in ostaggio i francesi. Il Premier Valls ha annunciato il ricorso alle forze di polizia per interrompere il blocco delle raffinerie.

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