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Parigi, Abdeslam non parla ai giudici. Il legale: "Decide lui quando farlo"

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Parigi, Abdeslam non parla ai giudici. Il legale: "Decide lui quando farlo"

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Si è avvalso del diritto di non rispondere, Salah Abdeslam, il solo superstite del commando responsabile degli attentati di Parigi del 13 novembre, comparso davanti al giudice istruttore.

La ostentata scelta del silenzio da parte di Abdeslam appare come un messaggio da decodificare, ma di cui non si conoscono i destinatari.

Il suo avvocato:

“Ha promesso che un giorno parlerà di quello che ha fatto, ma non ora. La cosa importante è questo un giorno avverrà. La gente può dire quello che vuole, che il processo non è veloce abbastanza, ma è lui che decide i tampi, quando rispondere alle domande dei magistrati. La cosa importante è che lo farà un giorno”.

L’atteggiamento di Abdeslam accresce il dolore dei familiari delle vittime delle sue stragi.

“Quello che i parenti delle vittime vogliono è di costringerlo a vedere e comprendere quello che ha fatto, in modo che lui possa capire il motivo di tutta questa sofferenza. Non chiedono vendetta ma giustizia”.

Salah, nato nel 1989, è cittadino francese e residente in Belgio. Suo fratello Ibrahim, col quale avrebbe fatto un viaggio in Siria, si è fatto esplodere in un locale di Parigi.

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