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Eurovision, accoglienza trionfale per Jamala al rientro a Kiev

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Eurovision, accoglienza trionfale per Jamala al rientro a Kiev

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Una vittoria che è una dichiarazione politica. Il trionfo all’Eurovision Song Contest della cantante ucraina Jamala è una ventata d’aria fresca per Kiev. E un colpo duro per la Russia che aveva in Sergey Lazarev il favorito della competizione.

“Una grande festa all’aeroporto, per accogliere Jamala una folla di decine di giornalisti e centinaia di persone che sono venute ad acclamare la vincitrice di Eurovision” dice il corrispondente di euronews Dmytro Polonsky.

Il brano con cui Susana Jamaldinova ha vinto racconta le deportazioni staliniane dei Tatari di Crimea. Storia con la “S” maiuscola ma anche storia della famiglia della cantante.

“È una vittoria di grande significato non solo per la Crimea e per i Tatari di Crimea. È l’intera Ucraina ad avere ottenuto la comprensione del mondo intero grazie alla vittoria di Jamala” dice il rappresentante dei Tatari di Crimea Refat Chubarov.

Il contesto politico, lo scontro tra Mosca e Kiev e l’annessione della Crimea da parte della Russia sono la cornice della vittoria del brano intitolato semplicemente “1944”, l’anno in cui 200.000 tatari vennero deportati dalla Crimea in Uzbekistan.

“Ha cantato una canzone che racconta le sofferenze che abbiamo subito”. “Sono molto molto contenta per lei e ho pianto dall’emozione” dicono due bambine tatare che, vestite con abiti tradizionali, sono venute all’aeroporto di Borispol, vicino a Kiev, per accogliere Jamala al suo rientro da Stoccolma.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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