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Funerali a Beirut per il leader di Hezbollah ucciso da una esplosione a Damasco

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Funerali a Beirut per il leader di Hezbollah ucciso da una esplosione a Damasco

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Non sarebbe stato un raid israeliano, ma un attacco di un gruppo jihadista siriano a uccidere Mustafa Badreddine, alto dirigente degli Hezbollah, nei pressi di Damasco.

È quanto sostiene lo stesso movimento libanese, che attribuisce la responsabilità a non meglio precisati estremisti sunniti.

Intanto a Beirut, nella zona meridionale roccaforte degli Hezbollah, una grande folla ha partecipato ai funerali di Badreddine. Presente anche il numero due del movimento sciita, lo shaykh Naim Qassem.

Secondo una fonte della sicurezza siriana, l’esplosione aveva avuto luogo in un deposito vicino all’aeroporto di Damasco, un’area controllata dall’esercito governativo, ma a pochi chilometri da postazioni dei ribelli.

Inizialmente, fonti di stampa iraniane avevano collegato l’episodio ad un possibile intervento israeliano.

Mustafa Badreddine era uno dei cinque imputati davanti al Tribunale speciale per il Libano per la strage del 14 febbraio di 11 anni fa, in cui rimasero uccisi il premier libanese Rafik Hariri e altre 21 persone.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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