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Doping: Mosca reagisce con veemenza

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Doping: Mosca reagisce con veemenza

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Mosca non ci sta e preannuncia misure legali in risposta alle accuse di doping sistematico contenute in un documentario e rilanciate dal New York Times: è l’ex direttore del laboratoprio anti-doping di Mosca, ora rifugiato negli Stati Uniti, ad affermare che alle Olimpiadi di Sochi si ricorse al doping sistematico, organizzato a livello statale.

“La Russia non ha alcun tipo di programma di doping e non ce ne sono mai stati né prima né durante le Olimpiadi di Sochi”, ribadisce il vice-Ministro dello sport russo. In precedenza il Ministro aveva parlato di “accuse assurde”, e aveva sottolineato che gli atleti in questione sono dei leader, non campioni per un’occasione, e fanno parte del pool internazionale di test anti-doping.

Lo ribadisce il campione di bob, Alexander Zubkov, una ventina di medaglie all’attivo tra Coppa del Mondo, Olimpiadi e Campionati Mondiali :

“Questa è diffamazione, è un attacco al mio buon nome nello sport, nell’elite mondiale, dopo i successi che ho avuto negli ultimi quindici anni. Mai sono stato accusato di imbrogliare, dall’agenzia mondiale anti-doping”

Stando al lungo articolo, che riporta le dichiarazione dell’ex direttore del laboratorio anti-doping di Mosca Grigory Rodchenkov, agli atleti, durante le Olimpiadi invernali di Sochi di due anni fa, sarebbe stato somministrato un cocktail di anabolizzanti, coperto com alcool: Martini per le donne e Whiskey per gli uomini. Con tanto di provette di urina “pulite” che i servizi segreti avrebbero scambiato con quelle da analizzare.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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