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Canada: riprende l'attività di alcune raffinerie, mentre il fuoco si sposta verso sud

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Canada: riprende l'attività di alcune raffinerie, mentre il fuoco si sposta verso sud

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Situazione sempre fuori controllo in Canada. L’incendio che da una settimana devasta il paese e che ormai ha bruciato oltre 230mila ettari di bosco, si sta spostando verso sud nelle zone meno popolose. Gli evacuati, sinora, sono circa 90mila.

Grave il bilancio delle perdite a livello economico e ambientale. Nella regione canadese ricca di sabbie bituminose per ora si stima vi sia stata una non produzione di 1,6 milioni di barili di greggio.

Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, promette la sua visita per venerdí, ma alcune delle decine di migliaia di persone che vivono ormai nei rifugi sparsi in tutta la provincia, criticano il suo intervento non tempestivo.

Kim Crant è una delle persone sfollate: “Dovrebbe essere qui a sostenere i suoi colleghi nel momento del bisogno. Invece, se ne è andato all’estero per la questione dei profughi siriani. Penso che dovrebbe fare gli stessi sforzi anche per noi”.

Intanto, a Fort McMurray sono bruciate 2.400 case, mentre quasi 25mila sono quelle salvate.

Le compagnie del nord del paese come la Royal Dutch Shell e la Enbridge Inc, sono le prime ad avere valutato la ripresa delle attività, ma solo se in sicurezza.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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