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Jobs act francese: Valls forza la mano, ora governo a rischio sfiducia

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Jobs act francese: Valls forza la mano, ora governo a rischio sfiducia

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Articolo 49, comma terzo. È una sorta di equivalente francese del “porre la fiducia” in Italia. Questa norma della Costituzione consente di far entrare in vigore, senza voto parlamentare, provvedimenti del governo in materia di finanza o di previdenza sociale.

Il consiglio dei ministri ha deciso di farvi ricorso per la contestatissima riforma El Khomri, dal nome della ministra del Lavoro. Le trattative sul testo non hanno portato frutti e il governo ha deciso di forzare la mano.

“Lo faccio, lo facciamo – ha detto in aula il premier Manuel Valls – perché siamo convinti che questa legge favorisca l’occupazione stabile. Per far entrare nel mercato del lavoro coloro che ne sono esclusi e, in particolare, perché le nostre piccole imprese possano assumere. Questo progetto di legge da flessibilità, reattività alle nostre imprese”.

Ma ora lo scontro dalle piazze (anche attraverso al fenomeno delle Nuit debout), che hanno più volte protestato e torneranno a farlo giovedì contro licenziamenti più facili e la possibilità di arrivare anche a 60 ore di lavoro settimanali, si sposta in parlamento.

Entro mercoledì pomeriggio si potranno depositare mozioni di sfiducia contro il governo. I repubblicani dell’ex presidente Nicolas Sarkozy lo hanno già fatto. Un’altra potrebbe arrivare dalla fronda interna ai socialisti.

La deputata di maggioranza Pouria Amirshahi ha affermato “spero che saremo numerosi abbastanza, servono almeno 58 firme, per compiere questo passo”. Ma ha anche aggiunto che, se non dovessero arrivarci, personalmente sarebbe pronta a votare una mozione della destra.

Il candidato alle presidenziali per il 2017 (e anche nel 2012) del Front de gauche Jean-Luc Mélenchon, a sua volta fa appello a tutti i deputati perché affossino il governo: “è la fine di un regno crepuscolare, il ricorso al 49-3 per far passare senza maggioranza la legge El Khomri contro i diritti dei lavoratori. Chi vuole impedirlo deve votare la sfiducia!” ha scritto in un comunicato. Sulla stessa lunghezza d’onda i comunisti di André Chassaigne.

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