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Dilma Rousseff verso l'impeachment: le tappe

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Dilma Rousseff verso l'impeachment: le tappe

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La procedura d’impeachement contro la presidente brasiliana Dilma Rousseff è iniziata a dicembre, quando il presidente della camera bassa del Congresso ha accolto una petizione presentata dall’opposizione.
L’accusa è di aver truccato i conti statali durante la campagna per la sua rielezione, nel 2014.

Lei nega con forza: “Non c‘è nessun atto illecito da parte mia – dice -, non esiste alcun sospetto che io abbia dirottato denaro pubblico. Non possiedo conti all’estero, né ho celato al pubblico l’esistenza di beni personali”.

L’11 aprile arriva il primo duro colpo: la commissione del Congresso incaricata di indagare sulle accuse dà il via libera alla Camera per procedere al voto sulla destituzione. È il 17 aprile quando la mozione passa, con due terzi dei 513 deputati che si esprimono a favore.

Il 5 maggio, il colpo di scena: il presidente della Camera, Edoardo Cunha, il regista dell’impeachment, viene sospeso con l’accusa di aver ostruito un’indagine per corruzione.

Il suo successore, Waldir Maranhao, in un primo momento decide di annullare il voto d’impeachment, accogliendo una richiesta dell’avvocato generale dello Stato, poi torna sui suoi passi. Una decisione, quest’ultima, che ha scongiurato il caos, considerato che il presidente del Senato, Renan Calheiros, aveva deciso di ignorare la decisione di Maranhao, confermando il via libera al voto della camera alta per mercoledì.

Perché la procedura sia approvata al Senato è richiesta la maggioranza semplice. Se raggiunta, Dilma Rousseff sarà sospesa e il suo vice Michel Temer assumerà la carica di presidente ad interim. I senatori avranno allora 180 giorni per giudicarla. Se due terzi dell’assemblea ne approveranno la destituzione, Rousseff sarà privata dei diritti politici e non potrà ricandidarsi per otto anni. Temer la sostituirà fino alla fine del mandato, il 31 dicembre 2018.

Lo stesso Temer, che è vice di Dilma Rousseff dal primo mandato della sua presidenza, non fa mistero di essere pronto ad assumere l’incarico. Ma rischia anche lui di far fronte a un procedimento di’mpeachment, sulla base di accuse di corruzione. Una prospettiva che solleva preoccupazioni sulla legittimità della sua eventuale presidenza.

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