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Arabia Saudita, al-Falih al ministero del petrolio prepara la svolta energetica

Si chiama Khalid al-Falih l’uomo che dovrà traghettare l’Arabia Saudita verso un futuro meno dipendente dal petrolio. Non proprio un volto nuovo. Ex

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Arabia Saudita, al-Falih al ministero del petrolio prepara la svolta energetica

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Si chiama Khalid al-Falih l’uomo che dovrà traghettare l’Arabia Saudita verso un futuro meno dipendente dal petrolio.

Non proprio un volto nuovo. Ex ministro della Salute, guida la compagnia petrolifera statale Saudi Aramco dal 2009, prima come amministratore delegato, poi come presidente.

Ma certo una novità dopo Ali al-Naimi, l’ormai ex ministro del petrolio che per vent’anni ha elaborato le strategie energetiche del regno.

L’analista Graham Griffiths sottolinea che al-Falih era già nella squadra che ha deciso l’attuale linea in materia di petrolio. “La sua nomina – dice – è una scelta all’insegna della continuità”.

Pochi si aspettano che il nuovo ministro del petrolio rivoluzionerà la strategia sulle quote di produzione, responsabile del calo vertiginoso dei prezzi del greggio.

Ma è a lui che spetterà realizzare l’idea di politica energetica svelata alcune settimane fa da Mohammed bin Salman, figlio del re e vice principe ereditario.

“Infatti – fa notare Griffiths – il ministero di al-Falih, che ora si chiama dell’energia e delle risorse minerarie, avrà competenze molto più vaste: non più solo sul petrolio, ma anche su altri settori, come ad esempio quello elettrico”.

Primo esportatore di petrolio al mondo, l’Arabia Saudita punta a diversificare la propria economia. E i bassi prezzi del greggio sono un incentivo.

Così la pensa il principe Salman che, con la nomina di al-Falih, ha solo iniziato a scoprire le carte.