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Più tasse, meno pensioni: la ricetta (indigesta) dell'austerity alla greca

Domenica il voto in Parlamento. L'obiettivo è presentarsi all'Eurogruppo di lunedì con le carte in regola per ottenere lo sblocco di 5 miliardi di aiuti

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Più tasse, meno pensioni: la ricetta (indigesta) dell'austerity alla greca

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Aumenti alle tasse e tagli alle pensioni i bocconi più amari dell’austerity alla greca, che Tsipras deve far ingoiare a piazza e Parlamento, per poter passare in cassa e reclamare lo sblocco di oltre 5 miliardi di aiuti.

Point of view

L'esigenza di queste riforme va capita da tutti. Sono fondamentali per tornare alla sostenibilità



Più tasse per tutti? Il rebus della soglia d’imponibilità

Se sul fronte delle tasse il Ministro delle finanze Tsakalotos ha a più riprese giurato che non abbasserà la soglia d’imponibilità al di sotto degli attuali 9.100 euro, è su quello delle pensioni che gli ambiti tagli da oltre un milardo all’anno stanno catalizzando tensioni e critiche.

Indiscrezioni riportate da media greci lasciano tuttavia supporre che Atene sia pronta a fare retromarcia e abbassare invece la soglia di imponibilità, per rispondere a esigenze avanzate dal Fondo Monetario Internazionale.



Il nodo delle pensioni: tagli dolorosi ma (secondo Atene) inevitabili

“Oggi siamo un quarto più poveri di quanto già non lo fossimo nel duemiladieci – ha argomentato giovedì il Ministro del lavoro Katrougalos -. Ed è anche per questo che dobbiamo fare delle concessioni sulle pensioni. Per la prima volta, ciò avverà però nel rispetto di un principio d’equità”.

In un appello a votare il pacchetto di riforme, Tsipras ha parlato di “esigenza che deve essere compresa da tutti” e giustificato gli interventi sulle pensioni con l’urgenza di tornare alla “sostenibilità”. Obiettivo dei previsti tagli da oltre un miliardo all’anno è alleggerire i costi di un sistema previdenziale, che da solo incarna il 17% del PIL greco.

La scure delle riforme proposte si abbatterà dal 2018 soprattutto sulle pensioni oltre i 1.300 euro, ma all’Eurogruppo Atene vuole presentarsi con tagli del 15% anche a quelle che toccano i 750. In ballo, nella riunione di lunedì, la revisione di conti che Christine Lagarde già sostiene non tornino: nessuna soluzione, il messaggio che la numero uno del Fondo Monetario Internazionale ha ribadito ai 19, senza una ristrutturazione del debito.