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Palmira: ricostruire il passato per guardare al futuro

“Palmira è stata nelle mani di Isil per quasi un anno. Parte del patrimonio architettonico è andato distrutto. Il famoso Arco di Trionfo, il tempio

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Palmira: ricostruire il passato per guardare al futuro

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“Palmira è stata nelle mani di Isil per quasi un anno. Parte del patrimonio architettonico è andato distrutto. Il famoso Arco di Trionfo, il tempio di Bel e il tempio di Baalshamin, costruito all’inizio dell’era cristiana, oggi sono in rovina”, ricorda il nostro inviato Denis Loctiev.

Point of view

Nel patrimonio culturale ogni danno è irreparabile. Possiamo restaurare l'arco, ma rimarrà un arco restaurato

Una delegazione internazionale di esperti è arrivata a Palmira per valutare i danni. Molti si sono detti sollevati nel vedere che è stato evitato il peggio. Secondo le prime stime, l’80 per cento della parte storica sarebbe “in buono stato” e sarebbe possibile avviare operazioni di restauro, anche se ci vorranno anni.

Alcuni però sono meno ottimisti, pensano che ricostruire rovine non dovrebbe essere la priorità in un contesto di guerra, e aggiungono che ciò che non è andato distrutto in molti casi è stato saccheggiato per essere venduto sul mercato nero.

E anche se il restauro è possibile, alla fine non rimarrà altro che una replica, secondo José Manuel Rodriguez Cuadros, esperto dell’Unesco: “Nel patrimonio culturale ogni danno è irreparabile. Perché possiamo restaurare l’arco, ma rimarrà un arco restaurato, anche se fosse fatto al 100 per cento da componenti autentici. Per fortuna la distruzione non è totale e non è neppure massiccia. Quindi io penso che questo crei le basi materiali per poter intraprendere un lavoro di restauro in cui debba impegnarsi non solo l’Unesco ma l’intera comunità internazionale”.

Ma prima che intervengano i restauratori è necessario ripulire il sito dalle mine.

L’esercito russo ha annunciato ad aprile di aver completato lo sminamento della parte antica, mentre c‘è ancora del lavoro da fare in alcuni dei quartieri moderni della città. Il capo degli sminatori, il tenente Yuri Stavitsky, dice che sono stati rimossi circa 3 mila ordigni esplosivi lasciati dai jihadisti. Che diventano sempre più “bravi” e perfino creativi, afferma: “Direi che coloro che hanno piazzato le mine per queste organizzazioni terroristiche sono stati addestrati abbastanza bene. Lo hanno fatto in molti modi. Hanno anche cominciato a produrre ordigni esplosivi di loro concezione. Solo fra le cinture esplosive, ne abbiamo trovate otto progettate in modi completamente nuovi”.

L’esercito russo sta formando sminatori locali per svolgere lo stesso lavoro. Al nostro inviato è stato detto che Mosca non esclude di inviare i suoi team in altre città siriane una volta che Palmira sarà completamente ripulita dagli esplosivi.