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Festival di Cannes, parla il direttore Thierry Frémaux

Il Festival di Cannes si avvicina a grandi passi: sarà un'edizione in cui le star saranno presenti in maniera "impressionate" secondo Thierry Frémaux, patron del più importante Festival di Cinema al m

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Festival di Cannes, parla il direttore Thierry Frémaux

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Il Festival di Cannes si avvicina a grandi passi: sarà un’edizione in cui le star saranno presenti in maniera “impressionate” secondo Thierry Frémaux, patron del più importante Festival di Cinema al mondo. L’ultima tappa prima del tappeto rosso e della Croisette, è all’Institut Lumière a Lione, di cui è il direttore.

Siamo con lui sotto l’“Hangar del primo film”, davanti al quale i fratelli Lumière hanno girato il primo film della storia del Cinema, “L’uscita dalle officine Lumière”.

Frédéric Ponsard, euronews:

“Potremmo paragonare il suo mestiere a quello di un allenatore di calcio, uno sport che lei ama molto. Anche lei deve scegliere i film come fossero i giocatori di una squadra scartandone molti … è un dolore ogni anno?”

Thierry Frémaux:

“Sì, perché prima abbiamo visto 1800 film, non posso certo dire che fossero tutti formidabili, ma una cinquantina possono ambire alla selezione ufficiale. In competizione ce ne sono 20 e c‘è anche una selezione che si chiama “Un Certain Regard”, ci sono molti film che mi piacciono ma che non posso scegliere e questo è un vero dolore. E poi riceviamo sempre delle critiche, ci dicono “sono sempre gli stessi”. In realtà la potremmo dire in maniera divertente: “Lei guarda 1800 film e poi sceglie sempre Ken Loach, i fratelli Dardenne e Woody Allen”. E questo è un altro dolore, essere fedeli a dei registi che devono sempre presentare le loro cose migliori per riuscire a qualificarsi nella selezione ufficiale. E poi fare spazio alle giovani generazioni”.

euronews:

“Lei stesso ha anticipato annunciando, la selezione, che sarà un anno ricco di star …”

Thierry Frémaux:

“Sì, ma diciamo che a Cannes non ci sono per il gusto di esserci ma per i film, oggi chiamiamo star chi presenta il meteo, chi fa dei reality show.
George Clooney, Julia Roberts sono nel film di Jodie Foster, che era un’attrice star e adesso si presenta in veste di regista. E poi, c‘è Marion Cotillard che lavora ora con Xavier Dolan, giovane prodigio del Quebec e con Nicole Garcia, sono due diversi tipi di cinema e lei fa il suo mestirere di attrice. Stessa cosa per Kristen Stewart che fa una partecipazione, in realtà ben più di questo, lei ha un ruolo principale, nel film di Woody Allen e poi è anche in un film completamente diverso, il film di Olivier Assayas dove interpreta una giovane americana in una Parigi molto moderna, che passa la sua vita ad inviare SMS. Tutte queste persone sono al festival perché accompagnano il loro film. Noi prima di tutto selezioniamo i film …”


Biography: Thierry Frémaux

  • Comincia a lavorare all’Institut Lumière a Lione nel 1983
  • Diventa direttore dell’Institut Lumière nel 1995
  • Cannes Film Festival: Direttore Artistico dal 2000, Direttore dal 2007
  • Crea e organizza il Festival Lumière a Lione dal 2009. Ultimo premiato: Martin Scorsese

euronews:

“Ci sono anche degli assenti, per forza. Pensiamo a Scorsese o a Kusturica. Il film di Kusturica non ha potuto essere visto?

Thierry Frémaux:

“I due film non sono pronti. Il film di Scorsese uscirà nel mese di dicembre 2016 alla fine dell’anno, a Marty non bisogna dare troppo tempo per la postproduzione sennò se ne approfitta! Anche Emir Kusturica, uguale, ci ha messo 3-4 anni per fare questo film, mi ha già mostrato una versione molto lunga, ora è in fase di montaggio e penso che lo vedremo in autunno”.

euronews:

“Che cosa rende il Festival di Cannes il più seguito dai media, il più glamour, il più importante al mondo?”

Thierry Frémaux:

“Perché il Festival di Cannes si fonda su quattro pilastri: sugli autori e cioè sul cinema. Ha una credibilità artistica, si va a Cannes per vedere i migliori del momento e non parliamo dei migliori dell’anno perché, come dicevo per Scorsese e Kusturica, ad esempio, non sono pronti al momento del Festival. Poi c‘è il glamour, poi c‘è l’industria, significa che c‘è un mercato dei film. Non si viene solo per andare al mare e per il piacere di vedere film. Si viene anche a lavorare. Compratori, venditori, distributori, produttori registi, anche della televisione, vengono perché è il loro mestiere … E poi la stampa, ci siete anche tutti voi e partecipate al risultato. Una stampa che si interessa non solo al tappeto rosso ma anche a tutto il resto. In fondo il nostro lavoro è un pò questo. Scusate per dirla in inglese ma Cannes è “The place to be”, là dove bisogna essere”.

euronews:

“Ogni anno nascono nuove tendenze. Quest’anno, sui 21 film in competizione, 14 provengono dal vecchio Continente …”

Thierry Frémaux:

“La domanda oggi della produzione è: “Il Cinema conta ancora se consideriamo il ruolo delle serie televisive e della televisione’”. Ma anche quello è Cinema. Una serie televisiva, è cinema, è linguaggio del cinema. Il linguaggio della televisione puro è ciò che facciamo in questo momento, dell’informazione, le dirette, il calcio … Comunque la domanda sull’andare al cinema continua a porsi. In Cina, paese che è emerso economicamente, si aprono decine e decine di sale ogni settimana, e quest’anno rispetto al 2015, la Cina è diventato il primo Paese per il Cinema al mondo, per vendite di biglietti. Quindi ci rendiamo conto che appena un paese emerge economicamente, una delle cose più importanti diventa il Cinema”.

euronews:

“Riveniamo al Festival; come si vive ogni giorno?Lei è forse nella migliore posizione per dirlo: vede i membri della giuria, gli artisti, Cosa fa in una giornata tipo il patron del festival?”.

Thierry Frémaux:

“Arrivo al mio ufficio la mattina verso le 9. Alle 10 comincia l’accoglienza dei cast con la conferenza stampa e le foto. Io presento moltissimi film. È importante perché una volta invitati gli ospiti vanno accolti. Poi ho molti incontri con le delegazioni straniere. Vedo anche i membri della giuria ma con loro non parliamo della selezione – parliamo solo del tempo – a pranzo ho un tavolo in cui ricevo Pierre Lescure, il presidente del Festival e gli invitati, che siano artisti o addetti ai lavori. Poi la sera ci sono le feste e la passerella. Vado in generale a dormire prima delle 3 del mattino perché bisogna almeno dormire 5 ore, altrimenti è difficile avere le idee chiare”.

euronews:

“Cannes è il glamour, le paillettes … e da qualche anno c‘è anche un tocco di Rock and roll. Abbiamo visto Bono, quest’anno ci sarà Iggy Pop, protagonista di un documentario di Jim Jarmush e poi un omaggio a Prince. È stato lei a portare questo tocco?”

euronews:

“In effetti la musica è importante. Ci sono queste immagini magnifiche della scalinata con il “Carnaval des animaux” di Saint-Saens. In effetti da qualche anno abbiamo favorito inziative come concerti sulla spiaggia o sulla scalinata. Gli U2 sono venuti a celebrare a modo loro i 60 anni di Cannes hanno cantato dalla scalinata davanti a una folla immensa. Ci sarà iggy Pop… Prince e Bowie, ma non sappiamo ancora che tipo di omaggio verrà fatto loro”.

euronews:

“Per finire questa intervista, sono circa 15 anni che lei è a capo del festival di Cannes: qual‘è il suo miglior ricordo?”

Thierry Frémaux:

“Dico sempre che il mio miglior ricordo è il primo. È “Moulin Rouge” de Baz Luhrmann. Era la prima volta, salivo la scalinata, con Nicole Kidman con la quale ho stretto amicizia ed è diventata una sorte di mascotte per me per il Festival … Ho solo bei ricordi anche quelli brutti non lo sono in realtà. La storia del Cinema è una storia di alti e bassi e questo fa la bellezza delle cose, come la vita che non è fatta solo di cose belle e certe volte ci rendiamo conto che i momenti di sofferenza sono tra i più intesi.