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Il ministro dell'Economia Padoan: "Più riforme e integrazione per il bene dell'UE"

"Dobbiamo dimostrare che l'Europa può offrire una crescita maggiore, più posti di lavoro e più benessere. E' stato così in passato. Possiamo farlo anche in futuro".

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Il ministro dell'Economia Padoan: "Più riforme e integrazione per il bene dell'UE"

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I partiti euroscettici continuano a tenere testa in tutta l’Unione Europea. Con un grande punto interrogativo: è il momento migliore questo per una maggiore integrazione fiscale e politica nella zona euro.? Questa è ciò che sostiene il ministro dell’economia italiano: una politica per l’Europa per affrontare la crisi economica in atto. Il Ministro italiano dell’Economia Pier Carlo Padoan”:http://www.mef.gov.it/ministro-uffici/ministro/ministro.html, ex capo economista dell’Ocse è il nostro ospite a Global Conversation.

Point of view

"Dobbiamo dimostrare che l'Europa può offrire una crescita maggiore, più posti di lavoro e più benessere. E' stato così in passato. Possiamo farlo anche in futuro"

Il futuro dell’euro

James Franey, euronews: “Abbiamo visto molti salvataggi nella zona euro nel corso degli ultimi anni. Cosa pensa della moneta unica oggi?”

Padoan: “La moneta unica è molto più forte rispetto a tre anni fa, ovvero quando è scoppiata la crisi greca; abbiamo fatto progressi impressionanti in Europa in termini di rafforzamento istituzionale e in termini di questioni bancarie. Ma anche riguardo alla crescita e alla cooperazione fiscale.”

euronews: “L’euro può sopravvivere nella sua forma attuale? Secondo Lei servono ulteriori riforme?”

Padoan: “Prima di tutto dobbiamo completare l’unione bancaria, serve un sistema comune di assicurazione dei depositi, serve un punto fermo, vale a dire rendere le banche più sicure se non si trovano in buono stato. E poi dobbiamo rafforzare i fattori di crescita che sono una politica fiscale ‘proattiva’, che dovrebbe essere molto più incline allo sviluppo, servono molto più sforzi nelle riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita dell’economia europea.”

euronews: “Se si guarda ai numeri della crescita e al PIL, l’Italia nel corso degli ultimi anni, dopo l’introduzione dell’euro, ha avuto una crescita praticamente piatta. Secondo lei è stata colpa della moneta unica?”

Padoan: “Direi di no se però viene aiutato dalle riforme strutturali, che è quello che stiamo attuando nel paese per aumentare il potenziale di crescita, un collegamento tra la zona euro e il mercato unico. In altre parole io sono per una maggiore integrazione non solo nella zona euro ma in Europa in senso più ampio.”

euronews: “Lei ha detto di voler un ministro delle Finanze della zona euro. Cosa significa? Che tipo di mandato avrebbe questo ministro?”

Padoan: “Questa persona dovrebbe avere a che fare con le risorse comuni, ovvero i “beni pubblici europei”. Prendiamo ad esempio l’immigrazione. Questo fenomeno richiede una strategia a livello europeo per affrontare non solo le emergenze dei flussi migratori ma anche le condizioni dei paesi di origine dei migranti che devono riuscire ad avere economie più sviluppate, più opportunità di lavoro. Inoltre dovrebbe preparare l’Europa ad accogliere questi immigrati, che nel medio termine sono una benedizione perché sono un’opportunità di crescita per l’intera economia europea.”

Allarme “euroscetticismo” in UE

euronews: “Con l’aumento dell’euroscetticismo in molti paesi dell’UE è opportuno un trasferimento di maggior potere a livello europeo? Non pensa questo possa aumentare ancora di più l’euroscetticismo?”

Padoan: “Si tenta sempre di dare la colpa all’Europa, ma è importante che le sfide europee trovino risposte europee. Abbiamo visto che nel corso del tempo, nel corso dei decenni, l’Europa è cresciuta anche grazie all’integrazione. Ci sono molti altri vantaggi che potrebbero arrivare da una maggiore integrazion: maggiore innovazione, maggiori opportunità di lavoro anche attraverso i migranti. E questo richiede risposte europee non nazionali.”

euronews: “Ha delle prove? Guardando i risultati delle recenti elezioni in alcuni paesi come si fa a capire se la gente desidera veramente quello che lei sostiene?”

Padoan: “Ciò che i sondaggi e gli elettori dimostrano è che i cittadini europei non sono soddisfatti di un modello economico che ha prodotto disoccupazione e recessione e non la crescita. Dobbiamo cambiare le cose. E dobbiamo dimostrare che l’Europa può offrire una maggiore crescita, più posti di lavoro, più welfare. E’ stato così in passato, possiamo anche farlo in futuro – a partire da adesso.”

euronews: “Torniamo alla questione dell’unione fiscale. Lei è qui a Bruxelles per tenere un discorso all’università. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, è stato critico su questo tema. Dice che vede “enormi ostacoli” ad un’unione “e non c‘è la volontà politica per superarli. Cosa risponde?”

Padoan: “Direi che se si guarda al passato, molte altre volte è stato detto che era un’idea irrealizzabile. Permettetemi di citare ancora una volta la moneta unica, la Banca centrale europea e tutte le altre istituzioni europee. Io sono un convinto sostenitore che l’Europa debba andare avanti, non indietro. Se andiamo a ritroso – e c‘è il rischio di farlo- allora questo produrrà uno shock negativo non solo per le singole istituzioni ma per tutta la costruzione europea. Dobbiamo andare avanti, raccogliere consenso e sostegno politico per queste proposte.”

Italia, banche e ripresa: lavorare sulle riforme

euronews: “Ci potrebbe spiegare come il fondo Atlante che l’Italia ha creato per aiutare il suo sistema bancario potrebbe funzionare? Si tratta di circa 5 miliardi di euro. Basteranno?”

Padoan: “Prima di tutto questo è un tentativo del settore privato. Questo settore, le banche private, le compagnie di assicurazione, gli italiani e altri paesi hanno messo insieme le risorse per sostenere le operazioni di ricapitalizzazione del sistema bancario italiano. Anche per fornire risorse per rilanciare il mercato dei crediti deteriorati non performanti che è stato stagnante nel Paese.”

euronews: “Crediti deteriorati?”

Padoan: “Esatto crediti deteriorati. Anche il governo ha recentemente varato misure per accelerare in modo significativo i tempi necessari per il recupero dei crediti in sofferenza, abbassando la soglia da diversi anni a pochi mesi. Si tratta di un cambiamento molto importante che produrrà risultati, risultati più forti.”

euronews: “Ma questo backstop di 5 miliardi di euro basterà?”

Padoan: “Questo è solo un meccanismo per cominciare. Ma è importante. Nel momento in cui cresce la fiducia anche il mercato genererà prezzi che renderanno disponibili tali risorse. Naturalmente nulla impedisce al settore privato di decidere di fornire ulteriori risorse con i fondi. Quindi si può anche incrementare la cifra, se necessario.”

euronews: “E se questa strategia non funzionasse, qual è il piano B per il salvataggio delle banche italiane?”

Padoan: “Questa strategia funzionerà. E il piano B – che non è un piano B – è ciò che si sta già attuando. Una grande riforma di ristrutturazione. Si stanno ristrutturando le banche di medie dimensioni o quelle minori. Avremo istituiti di credito più forti ma anche un minor numero di banche. Quindi queste saranno in grado di raccogliere capitali sui mercati e fornire finanziamenti per l’economia. Un lavoro già in corso.”

euronews: “Un’ultima domanda. L’Italia ha un grande problema: la disoccupazione giovanile. Circa il 40 per cento dei giovani è senza lavoro. Cosa vorrebbe dire a quei ragazzi che non sono soddisfatti del modo in cui l’economia sta andando in questo momento.”

Padoan: “A tutti quei giovani vorrei dire di guardare i numeri. Da quando abbiamo varato il Jobs Act abbiamo creato quasi 400.000 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, il che significa che non solo abbiamo creato più posti di lavoro ma abbiamo creato posti di migliore qualità. C‘è una speranza per i giovani. Certo la disoccupazione giovanile è molto alto ma sta cominciando a diminuire. Non accadeva da diversi anni. Siamo all’inizio di una fase in cui ci aspettiamo che migliorino ancora le condizioni per i giovani in cerca di occupazione. Anche le aspettative miglioreranno così come la fiducia. I giovani inizieranno ad avere uno stipendio per comprarsi una casa, segno di fiducia nel futuro.”