ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Aumento delle emissioni di anidride carbonica nell'UE secondo Eurostat

Eurostat lancia l’allarme sull’aumento delle emissioni di diossido di carbonio nel corso dello scorso anno nell’Unione Europea in un rapporto

Lettura in corso:

Aumento delle emissioni di anidride carbonica nell'UE secondo Eurostat

Dimensioni di testo Aa Aa

Eurostat lancia l’allarme sull’aumento delle emissioni di diossido di carbonio nel corso dello scorso anno nell’Unione Europea in un rapporto pubblicato quasi cinque mesi dopo l’accordo sul clima raggiunto alla COP21.

Una tendenza preoccupante secondo gli ambientalisti che sottolineano l’urgenza di incrementare l’uso di energie rinnovabili.

Le emissioni di CO2, che rappresentano circa 4/5 della produzione totale di gas a effetto serra, sono aumentate dello 0,7% nel 2015 rispetto all’anno precedente, secondo le stime di Eurostat.

L’incremento in due terzi degli Stati membri contrasta con una tendenza al calo delle emissioni registrato negli ultimi anni. L’Unione Europea si è impegnata alla COP21 di Parigi a tagliare le emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2030.

La Germania preoccupa gli ambientalisti

Fra i cinque Paesi che inquinano di più – Germania, Italia, Francia, Polonia e Regno Unito – soltanto quest’ultimo ha registrato una diminuzione delle emissioni l’anno scorso.

La Germania produce circa un quarto delle emissioni di anidride carbonica dell’Ue e ospita quasi un terzo degli impianti più inquinanti dell’Ue.

Wendel Trio, direttore di Climate Action Network Europe, ha dichiarato a Euronews che la Germania è preoccupante.

“C‘è un calo nell’uso del carbone in Germania, ma c‘è ancora molta dipendenza da esso – ha affermato Trio – ed è per questo che il Paese non è sulla strada giusta per raggiungere i propri obiettivi di riduzione di CO2”.

Tre Stati lontani dagli obiettivi sulle emissioni

Trio ha espresso timore per quanto riguarda la situazione in Belgio, Irlanda e Austria, affermando che questi Stati non sono pronti a raggiungere gli obiettivi 2020 sui gas serra.

“Non hanno tenuto in considerazione gli avvertimenti dell’Unione Europea”, sottolinea Trio. “Tutti questi Paesi hanno un problema soprattutto con le emissioni dovute ai trasporti, devono fare qualcosa, hanno cercato di rinviare il problema”.

Passare alle energie rinnovabili

Bram Claeys, consigliere di Greenpeace Europa per i cambiamenti climatici ha commentato: “È preoccupante che le emissioni siano leggermente aumentate, non è la tendenza che vogliamo e dobbiamo vedere”.

“Interrompe il trend della riduzione delle emissioni avvenuta per tre-quattro anni”.

“L’Europa deve aumentare gli investimenti nelle rinnovabili, siamo indietro rispetto ad altre economie”.

Secondo i dati, il 16% dell’energia consumata nell’Ue è prodotta da fonti di energia rinnovabile. L’obiettivo è il 20% entro quattro anni.

Ascolta l’intervista

L’intervista integrale a Wendel Trio, direttore di Climate Action Network Europe.