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Turchia-UE: i punti dell'accordo e la loro implementazione

Una sorridente Angela Merkel visitava il campo di Nizip, nella Turchia sud-orientale, in compagnia del presidente del Consiglio europeo Donal Tusk e

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Turchia-UE: i punti dell'accordo e la loro implementazione

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Una sorridente Angela Merkel visitava il campo di Nizip, nella Turchia sud-orientale, in compagnia del presidente del Consiglio europeo Donal Tusk e del Primo Ministro turco Ahmet Davutoglu.
Era il 23 aprile, era da poco iniziata l’implementazione dell’accordo tra Unione europea e Turchia sui rifugiati. L’Unione europea si è impegnata a versare sei miliardi di euro alla Turchia, e nel campo di Nizip, dove trovavano alloggio 4.800 siriani, i visitatori verificavano, dopo aver già ricevuto i report dai loro funzionari, il rispetto degli impegni da parte turca.

Per l’Unione europea si trattava di trovare una soluzione d’urgenza per tagliare il flusso dei profughi che passavano dalla Turchia. I 6 miliardi ad Ankara sono solo uno dei punti dell’accordo, come spiegava il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk:

“Abbiamo concordato che tutti i migranti irregolari partiti dalla Turchia verso le isole greche a partire da domenica 20 marzo verranno riportati in Turchia. L’implementazione sarà graduale, sulla base del principio detto uno per uno”

Lo stesso giorno, la Turchia intercettava alcuni gruppi di persone che tentavano la traversata dell’Egeo, come questi siriani a Dikilis. In quella zona, in un solo giorno, venivano fermate 300 persone.

Il 4 aprile, il primo gruppo di migranti veniva riportato dall’isola greca di Lesbos a Dikilis. Secondo i termini dell’accordo turco-europeo, vengono rimandati in Turchia solo i migranti – siriani e non – arrivati irregolarmente su sei isole greche.

Lo stesso 4 aprile, un primo gruppo di sedici siriani arrivava in Germania nel quadro dell’accordo: l’Unione europea si è impegnata ad accogliere un rifugiato siriano dalla Turchia per ogni immigrato riportato nello stesso Paese. Con il tetto fissato a 72.000 persone.

L’Europa si è anche impegnata ad abolire il visto per i cittadini turchi in viaggio verso la zona Schengen. Per Ankara questo dovrebbe esser fatto a partire da giugno, ma per farlo serve che la Turchia rispetti 72 criteri, che vanno dall’inviolabilità dei documenti d’identità al rispetto dei diritti fondamentali. Sul rispetto di questi criteri, la Commissione europea si esprimerà il 4 maggio.