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Sisma in Ecuador: si scava senza sosta tra le macerie, almeno 500 le vittime

È stato estratto vivo dalle macerie dopo tre giorni, il direttore dell’hotel El Gato di Portovejo, una delle città più colpite dal sisma in Ecuador

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Sisma in Ecuador: si scava senza sosta tra le macerie, almeno 500 le vittime

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È stato estratto vivo dalle macerie dopo tre giorni, il direttore dell’hotel El Gato di Portovejo, una delle città più colpite dal sisma in Ecuador. L’uomo è stato localizzato grazie al suo telefono cellulare tra le rovine dell’albergo di sei piani completamente crollato.

Era lì da sabato 16 aprile, quando un terremoto di magnitudo 7,8 sulla scala Richter ha colpito il Paese. Una decina le persone trovate ancora in vita, si scava senza sosta e contro il tempo che passa aggravando il bilancio delle vittime: sono almeno 500 i morti e 4mila feriti. L’epicentro del terremoto è stato a 20 chilometri di profondità nell’oceano Pacifico.

“Ci sono altre persone tra macerie”: gridano alcune persone a Manta, altra località tra le più toccate dal sisma. Tra le strade è montata la rabbia per i soccorsi troppo lenti.

Il presidente Rafael Correa ha dichiarato lo stato di emergenza in sei province dicendo che si tratta del peggior sisma degli ultimi settant’anni. Il costo della ricostruzione post-sisma è stata valutato fino a 3 miliardi di dollari, una cifra che corrisponde a circa il 3% del prodotto interno lordo.

Bruxelles ha, intanto, attivato il meccanismo europeo di protezione civile per aiutare il Paese sudamericano dove gli sfollati sono circa 20mila. “Qui è il caos totale. Non riusciamo a dormire nelle nostre case, abbiamo paura che capiti qualcosa a noi o ai nostri figli”, dice una residente di Manta.