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Norvegia: l'isolamento totale viola i diritti di Breivik

Discussa sentenza dopo il ricorso in tribunale da parte dell'autore della strage di Utoya.

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Norvegia: l'isolamento totale viola i diritti di Breivik

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Mantenere in stretto isolamento l’autore di una strage è “disumano e degradante”, secondo un tribunale norvegese, che ha dato parzialmente ragione a Anders Breivik, autore del massacro di Utoya.

Le autorità temono che il contatto con altri detenuti possa consentirgli di fare proselitismo neonazista.

Non riconosciute, invece, violazioni della sua vita privata e familiare. Dunque proseguiranno le frequenti perquisizioni e la sua posta continuerà a essere controllata.

“Siamo sorpresi dal verdetto. Ovviamente abbiamo detto, durante il processo, che non siamo d’accordo” l’ovvia reazione di Marius Emberland, avvocato dello Stato.

“Non c‘è alcuna prova – ha inoltre detto – che il detenuto abbia sofferto di problemi mentali o fisici a causa delle condizioni della prigione in cui è rinchiuso”.

Il legale aveva ricordato che Breivik ha accesso quotidiano ad uno spazio per fare ginnastica, alla televisione e ad una console per i videogiochi. Ma, soprattutto, ha sottolineato che “non ha mostrato
alcun rimorso, è un uomo pericoloso”, aveva insistito Emberland.

“Non ho intenzione di citarlo. Non lo farò” ha detto, invece, Oystein Storrvik, difensore di Breivik. “Ciò che posso dire è che non faremo appello relativamente alle parti non accolte del ricorso”.

Breivik aveva citato in giudizio lo Stato, tra l’altro, perché costretto a mangiare con posate di plastica e viene ammanettato ogni volta che si sposta tra le sue tre celle.

Il primo ministro Erna Solberg ha diplomaticamente affermato che “credo si debba godere della protezione legale, in Norvegia, per ogni causa che si voglia intentare. Abbiamo dimostrato che è così. Sta al tribunale prendere le decisioni. E sta a coloro che, nello Stato, sono responsabili delle condizioni nelle prigioni, decidere cosa fare ora”.

Il pluriassassino sta scontando una condanna a 21 anni, il massimo della pena in Norvegia, per aver ucciso, nel 2011, 8 persone con un’autobomba a Oslo e 69 al campo estivo dei giovani laburisti.

Lo Stato dovrà ora accollarsi le spese legali, che ammontano a 331mila corone, pari a circa 36 mila euro.