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Scontro Ue-Turchia su liberalizzazione dei visti

Si riaccendono le frizioni tra Ankara e Bruxelles sull’accordo per i migranti. Alla vigilia dell’incontro a Strasburgo con Juncker il Premier turco

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Scontro Ue-Turchia su liberalizzazione dei visti

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Si riaccendono le frizioni tra Ankara e Bruxelles sull’accordo per i migranti. Alla vigilia dell’incontro a Strasburgo con Juncker il Premier turco Davutoglu è tornato a chiedere la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi entro giugno. Pena la rimessa in discussione dell’intero accordo firmato a Bruxelles a marzo.

Per Juncker la promessa resta, ma Ankare deve prima aderire a tutti i parametri fissati dall’Unione europea.
“La Turchia deve rispettare tutte le condizioni rimanenti , in modo che la Commissione europea possa adottare la decisione nei prossimi mesi. La liberalizzazione dei visti dipende da criteri ben precisi, e non saranno alleggeriti per venire incontro alla Turchia” ha dichiarato Jean Claude Juncker dal Consiglio d’Europa.

Dei 72 criteri previsti dal regolamento europeo per aprire alla liberalizzazione dei visti Ankara ne rispetterebbe al momento poco meno della metà. Una soglia troppo bassa per vedere approvata la decisione entro giugno.

Non la pensa cosi Ahmet Davutoglu che prima di partire per Strasburgo ha chiarito:“Continuo a credere che la liberalizzazione dei visti arriverà entro giugno. E se così non sarà, allora la Turchia non sarà obbligata a rispettare la propria parte di impegni presi”.

Tra gli impegni a cui si riferisce il Primo Ministro turco vi è soprattutto il rimpatrio entro i propri confini delle migliaia di migranti giunti illegalmente in Grecia nei mesi scorsi. Per ognuno di loro, un rifugiato siriano oggi ospite in un campo profugo turco sarà ricollocato legalmente in Europa. Un principio questo che ha sollevato già diverse polemiche da parte di Ong e organizzazioni internazionali.