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Brasile. Sì alla camera, Paese spaccato in attesa del voto in Senato su impeachment Rousseff

Con 355 voti a favore, 131 contrari, 7 astenuti e 2 assenti, la Camera dei Deputati del Brasile ha dato il via libera alla procedura di impeachment

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Brasile. Sì alla camera, Paese spaccato in attesa del voto in Senato su impeachment Rousseff

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Con 355 voti a favore, 131 contrari, 7 astenuti e 2 assenti, la Camera dei Deputati del Brasile ha dato il via libera alla procedura di impeachment per Dilma Rousseff.

Un voto arrivato a conclusione solo per pro forma: quando il governo ha intuito e calcolato la logica conclusione delle operazioni in aula ha annunciato d’accettare la sconfitta.

Glauber Braga, del Partito Socialismo e Libertà, contrario all’impeachment, ha attaccato a muso duro il Presidente della Camera:

“Eduardo Cuhna lei è un gangster e il suo scranno è circondato da una nuvola di zolfo. Io voto con quanti non scelgono ma il cammino più facile”.

Una pura espressione di euforia invece per il socialista Wladimir Costa che ha votato si e sparato coriandoli in Parlamento.

Dopo 9 ore di voto alla Camera, ora la parola passa al Senato, che sin d’oggi esaminerà la questione. Questione che ha spaccato anche l’opinione pubblica.

“Ci saranno dei cambiamenti notevoli. Per approvare l’impeachment il Vicepresidente Michel Temer dovrà contrattare con i partiti. Quindi si formerà una nuova maggioranza, tanti ministri perderanno il posto, forse la metà, forse tutto il governo” ha commentato Wilson Ribeiro, consigliere legale del governo e politologo.

Nell’immediato, a beneficiare di una definitiva destituzione di Rousseff sarebbe proprio il Vicepresidente Michel Temer il quale tuttavia rischia di subire un analogo processo per impeachment.

Sullo sfondo della battaglia politica c‘è lo scandalo corruzione Petrobras nel quale è indirettamente implicato anche l’ex-Capo dello Stato Lula Da Silva, mentore di Rousseff.