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Brasile: è guerra politica, Rousseff verso la destituzione dopo sì Camera

La Camera dei deputati brasiliana dice sì all’impeachment e, in un clima da notte di lunghi coltelli, dà il via ai 20 giorni più lunghi di Dilma

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Brasile: è guerra politica, Rousseff verso la destituzione dopo sì Camera

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La Camera dei deputati brasiliana dice sì all’impeachment e, in un clima da notte di lunghi coltelli, dà il via ai 20 giorni più lunghi di Dilma Rousseff.

La parola passa al Senato: in meno di un mese, l’ex guerrigliera potrebbe essere allontanata dal potere.

Il sì alla destituzione ha ottenuto 367 voti, ad appoggiare la Presidente solo i partiti di sinistra.

“La presidente è aperta al dialogo per ricercare qualsiasi soluzione democratica, che rispetti la Costituzione – dice il Procuratore Generale, José Eduerdo Cardozo, vicino alla Rousseff – Non si possono accettare rotture costituzionali, perché queste situazioni si qualificano come un colpo di stato”.

Se il Senato metterà la presidente in stato d’accusa, il vicepresidente Michel Temer, 75 anni, ex alleato centrista di Dilma, assumerà le sue funzioni.

“Il processo di impeachment è in corso. Anche Temer sarà ritenuto responsabile – dice Allan Dos Santos, portavoce del movimento “Resistencia Popular” – Hanno scelto lui, ma farà i conti con noi che pretendiamo rispetto per il Brasile. Il futuro ci svelerà le sue intenzioni. La piazza non lo mollerà”.

Temer è odiato quasi quanto la presidente: il suo partito è nel mirino della magistratura e il nome del vicepresidente è stato fatto da numerosi indagati nel caso Petrobras. Una guerra di potere che, insieme alla più grave recessione dell’ultima generazione, stanno paralizzando il Brasile.

“I sostenitori dell’impeachment contro Dilma Rousseff esultano sulla piazza dei Ministeri dopo il voto dei deputati che, probabilmente, segna solo l’inizio di una lunga crisi politica in Brasile”, conclude l’inviato di euronews a Brasilia, Pierre Le Duff.