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Nuove proteste a Skopje contro il colpo di spugna voluto dal governo

Non si spegne la protesta nell’Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. A Skopje per il terzo giorno consecutivo almeno ventimila persone sono tornate

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Nuove proteste a Skopje contro il colpo di spugna voluto dal governo

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Non si spegne la protesta nell’Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. A Skopje per il terzo giorno consecutivo almeno ventimila persone sono tornate in piazza contro la decisione
di amnistiare 56 politici indagati o sotto processo per reati vari, compresi quelli coinvolti nello scandalo delle
intercettazioni.

“Le proteste continueranno fino a quando il governo non si dimetterà – dice Stojance Angelov, esponente dell’opposizione – e fino quando non verrà creato un esecutivo tecnico
che diffonda nel paese un’atmosfera sana in cui i cittadini possano votare liberamente per elezioni giuste e democratiche”.

L’amnista è stata avanzata dal presidente Gjorge Ivanov che malgrado la pressione della piazza in un discorso televisivo ha detto di considerarla fondamentale per mettere fine alla crisi politica nel paese. Il governo ha ottenuto il sostegno di Mosca ma la tensione resta palpabile, tanto che nei giorni scorsi è sfociata in scontri tra manifestanti dell’opposizione e polizia.

Il paese è alla vigilia di elezioni legislative anticipate fissate per il 5 giugno, indette proprio dopo le dimissioni dell’ex premier conservatore Nikola Gruevski, uno dei maggiori beneficiari del colpo di spugna.
Responsabile, secondo le inchieste, di aver fatto eseguire intercettazioni illegali di almeno 20 mila cittadini, tra politici, giornalisti e leader religiosi.