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Macedonia, proteste a Skopje per l'amnistia ai politici

Il presidente Ivanov salva dai processi anche gli indagati per lo scandalo intercettazioni che ha portato alla caduta del governo.

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Macedonia, proteste a Skopje per l'amnistia ai politici

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L’ufficializzazione del colpo di spugna per tutti i 56 politici indagati o sotto processo per vari reati, compresi quelli legati allo scandalo intercettazioni scoppiato lo scorso anno, ha causato una rivolta per le strade di Skopje.

Scontri, feriti e arresti, almeno 12, nella Capitale macedone. Migliaia di persone hanno affrontato la polizia in tenuta anti sommossa, prendendo di mira un ufficio utilizzato dal presidente Gjorgje Ivanov, del quale sono state chieste a gran voce le dimissioni.

L’opposizione socialista vuole, inoltre, il rinvio delle elezioni anticipate fissate al 5 giugno, indette proprio per via delle dimissioni dell’ex premier conservatore Nikola Gruevski, e la formazione di un governo tecnico “che porti il Paese – dicno – a un voto autenticamente
democratico e credibile”.

La decisione di Ivanov è stata fortemente stigmatizzata anche dai rappresentanti della diplomazia internazionale nell’ex repubblica jugoslava. Per l’ambasciata americana “danneggia lo Stato
di diritto e compromette le chance di integrazione della
Macedonia in Ue e Nato”.