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I rimborsi "forfettari" dei parlamentari: Italia maglia nera, Lituania virtuosa

L’inchiesta di Euronews: I parlamentari di tutta Europa godono di un sistema “inspiegabile” di vantaggi che dà loro il diritto di chiedere il

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I rimborsi "forfettari" dei parlamentari: Italia maglia nera, Lituania virtuosa

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L’inchiesta di Euronews: I parlamentari di tutta Europa godono di un sistema “inspiegabile” di vantaggi che dà loro il diritto di chiedere il rimborso di decine di migliaia di euro ogni anno.

L’indagine rivela una pratica diffusa: quella di chiedere in rimborso somme forfettarie per coprire le loro spese di lavoro.

Ma in alcuni Paesi non vi è alcun obbligo di rendicontazione e i più critici denunciano un sistema che favorisce le spese folli.

L’Italia concede ai suoi parlamentari una somma forfettaria ogni mese, pari a 44.000 euro all’anno, per coprire i costi generali, senza l’obbligo di presentare le fatture.

Circa un terzo dei Paesi dell’Ue paga rimborsi forfettari ai loro parlamentari, tra questi Belgio, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna, secondo la ricerca di euronews.

Gli eletti lituani devono giustificare le loro spese su base trimestrale, ma non è chiaro quanti altri Paesi insistano su questo punto.

La maggior parte degli Stati membri prevede l’obbligo di rendicontazione, in altri casi si fissa un importo massimo da poter richiedere.

Le spese dei parlamentari dei Paesi Ue a confronto

Clicca su un paese per scoprire quanto può ricevere un parlamentare per le sue spese generali. In alcuni Stati membri – non in tutti – le spese generali coprono i costi di viaggio e sistemazione.

Italia: spese impossibili da quantificare

Davide Del Monte, direttore esecutivo di Transparency International Italia, ha detto a Euronews: “Una gran parte delle entrate dei parlamentari italiani arriva dalle spese sostenute, ma non hanno alcun obbligo di trasparenza e rendicontazione”.

“Le persone non sono arrabbiate per lo stipendio dei deputati, ma per i privilegi, perché un deputato può vivere senza affrontare alcuna spesa: treni, aerei e ristoranti sono pagati – aggiunge – Anche i tagli di capelli sono pagati dallo Stato”.

I Parlamentari italiani già guadagnano uno stipendio base di circa 167.000 euro l’anno – il più alto in Europa – e ottengono 15.980 euro per coprire i costi di viaggio a Roma.

Del Monte spiega che “è un modo per avvalersi del rimborso senza presentare fatture. Naturalmente – aggiunge – questo è qualcosa che Transparency International non può accettare”.

“C‘è una parte dello stipendio che viene fissata. C‘è poi l’altra, la parte flessibile, quella delle spese. Questa parte è fuori controllo, perché è troppo facile ingannare il sistema di contabilità”.

I tentativi di riforma

Fanno eccezione i parlamentari del Movimento 5 Stelle che destinano una quota del loro stipendio per finanziare progetti di piccole e medie imprese.

Come se la passano gli altri Paesi europei

Deputati francesi, tedeschi, italiani, belgi e ciprioti sono in testa alla classifica delle spese rimborsabili.

In Spagna il salario fisso non è tra i più alti, ma questo viene compensato da un generoso sussidio per le spese generali. Se un deputato spagnolo non vive a Madrid, può richiedere fino a 21,866 euro, pari al 64,8% dello stipendio.