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Brennero nuova barriera d'Europa, mentre si intensificano gli sbarchi in Sicilia

Si lavora al confine tra Austria e Italia per l'infrastruttura che intensificherà i controlli. Al largo della Libia salvati in 4.000 negli ultimi due giorni.

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Brennero nuova barriera d'Europa, mentre si intensificano gli sbarchi in Sicilia

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Opere infrastrutturali pronte entro la fine di maggio, controlli più serrati, forse, anche prima. Il valico del Brennero è un cantiere dove si sta innalzando l’ennesima barriera di un’Europa che sempre più rinnega Schengen.

Oggi, a Innsbruck, l’incontro tra il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher e il vicecancelliere austriaco, Reinhold Mitterlehner.

L’obiettivo è minimizzare i disagi ai trasporti, evitando che tornino a formarsi code come quelle di una volta al confine, con ripercussione sui tempi di attesa delle merci e, inevitabilmente, sui costi.

“L’Austria fa questo braccio di ferro per costringere l’Italia a prendere provvedimenti prima che i migranti arrivino al Brennero” ha commentato Giovanni Pederzini, consigliere comunale del Comune di Brennero.

Tornano ad aumentare, negli ultimi giorni, i tentativi di passare attraverso il sud dell’Italia. Sedici tra gommoni e barconi sono stati soccorsi nelle ultime ore al largo delle coste libiche.

In totale sono state tratte in salvo circa 2.000 persone. Gli sbarchi da inizio anno arrivano a quota 24.000.

La chiusura della rotta balcanica potrà contribuire a incrementare ancora gli arrivi, che già allo stato attuale spingono verso il “tutto esaurito” il sistema di accoglienza dei quattro hotspot attivi.

Si va riempiendo anche il centro di accoglienza realizzato dal governo greco nelle vicinanze dei confini con la Macedonia. Cominciano a essere numerosi i migranti che lasciano il campo autorganizzato di Idomeni, perdendo la speranza di riuscire ad attraversare la frontiera militarizzata, per proseguire il viaggio verso il nord Europa.

I migranti cominciano a riempire gli autobus, nei giorni precedenti rimasti pressoché vuoti. Ma c‘è anche chi si ostina a rimanere.