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Panama Papers: Germania e Nuova Zelanda al contrattacco

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Di Euronews
Panama Papers: Germania e Nuova Zelanda al contrattacco

<p>Un <a href="http://docs.dpaq.de/10634-aktionsplan.pdf">piano in dieci punti dalla Germania</a>, la disponibilità a ottimizzare la legislazione dalla Nuova Zelanda. Sulla scia dell’indignazione suscitata dalle <a href="http://it.euronews.com/2016/04/04/panama-papers-il-paradiso-delle-societa-di-comodo/">rivelazioni dei Panama Papers</a>, fioriscono nuove proposte per arginare il fenomeno dell’evasione fiscale. </p> <p><blockquote class="twitter-tweet" data-partner="tweetdeck"><p lang="de" dir="ltr">Wie Finanzminister <a href="https://twitter.com/hashtag/Schaeuble?src=hash">#Schaeuble</a> Steuerhinterzieher härter bestrafen will: <a href="https://t.co/F7rYRYMZI9">https://t.co/F7rYRYMZI9</a></p>— FrankfurterRundschau (@fr) <a href="https://twitter.com/fr/status/719553889796808704">April 11, 2016</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p> <p>Fulcro della strategia elaborata dal Ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble è – come lui stesso ha spiegato -, anzitutto un’effettiva creazione di registri che, già previsti dalla <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32015L0849&from=IT">IV Direttiva europea anti-riciclaggio dello scorso anno</a>, permettano di risalire ai soggetti che oggi si nascondono dietro le società di comodo. Entro il 2017, Schäuble vorrebbe inoltre che ogni paese mettesse a disposizione degli altri tali registri, per incrociarne i dati e facilitare la cooperazione internazionale. Sempre secondo il piano del Ministro delle finanze tedesco se un paese si rifiutasse di ottemperare, come oggi in parte Panama e gli Stati Uniti, finirebbe su una lista nera. </p> <p><blockquote class="twitter-tweet" data-partner="tweetdeck"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/PanamaPapers?src=hash">#PanamaPapers</a>: John Key denies New Zealand is a tax haven - The Australian Financial Review <a href="https://twitter.com/hashtag/PanamaLeaks?src=hash">#PanamaLeaks</a> <a href="https://t.co/CVq9gRtF35">https://t.co/CVq9gRtF35</a></p>— Tax Havens News (@taxhavensnews) <a href="https://twitter.com/taxhavensnews/status/717028675661660160">April 4, 2016</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p> <p>Le carte dello studio legale Mossack Fonseca hanno però <a href="http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-04-11/new-zealand-to-review-foreign-trusts-in-wake-of-panama-papers">trascinato nella bufera anche la Nuova Zelanda</a>: oggi nella classifica dei 21 paradisi fiscali più ricercati a causa, secondo la prestigiosa <a href="http://www.afr.com/business/banking-and-finance/the-panama-papers-nz--the-quiet-tax-haven-achiever-20160401-gnvw7s">Australian Financial Review</a>, di una legislazione troppo blanda e inadatta, che il premier John Key si è detto pronto a rivedere. E proprio tali falle avrebbero indotto Mossack Fonseca a suggerire ai propri clienti di puntare sulla Nuova Zelanda.</p>