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Nagorno Karabakh: la tregua tiene, ma le parti si accusano a vicenda di violarla

Nel Nagorno-Karabakh rimane alto il rischio che si riaccenda la violenza. Il cessate il fuoco raggiunto martedì, sostanzialmente, tiene, ma le parti

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Nagorno Karabakh: la tregua tiene, ma le parti si accusano a vicenda di violarla

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Nel Nagorno-Karabakh rimane alto il rischio che si riaccenda la violenza. Il cessate il fuoco raggiunto martedì, sostanzialmente, tiene, ma le parti si accusano a vicenda di averlo violato e lamentano la perdita di un combattente su caiscun fronte.

Euronews ha seguito un’unità delle forze azere durante un pattugliamento della zona al confine con la repubblica separatista.

“Dicono che stiamo ancora combattendo nel Karabakh, ma non è vero” ha dichiarato il comandante Javid Azizov. “Qui dove ci troviamo ora non è il Karabakh e non c’entra nulla. È il villaggio di Borsunlu nel distretto di Goranboy.”

Sull’altro fronte, i militari filo-armeni dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh denunciano un attacco a colpi di mortaio da parte delle forze di Baku.

Il conflitto riesploso una settimana fa ha provocato, in 4 giorni, decine di morti e centinaia di feriti e causato grande apprensione nella comunità internazionale.

La miccia è stata accesa dall’abbattimento di un elicottero azero, che, secondo il fronte armeno, minacciava di penetrare nel Nagorno-Karabakh, regione che formalmente fa ancora parte dell’Azerbaijan.

La guerra che devastò la regione tra il 1988 e il 1994 provocò oltre 20mila vittime e un milione di profughi.