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Palmira liberata mostra le ferite dell'occupazione barbara

Si stima che siamo migliaia le mine e gli ordigni nascosti lungo le strade. Procedono le operazioni di bonifica

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Palmira liberata mostra le ferite dell'occupazione barbara

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Palmira liberata, ma le ferite di dieci mesi di occupazione jihadista restano.

Si stima che siamo migliaia le mine e gli ordigni nascosti lungo le strade. Una troupe della televisione francese, France 2, l’ha verificato andando sul posto.

https://www.google.fr/maps/place/Palmira,+Valle+del+Cauca,+Colombie/@3.5320562,-76.3129351,14z/data=!3m1!4b1!4m2!3m1!1s0×8e3a04e892ee5ced:0×641d628b9da7937a

“È bomba fatta in casa, l’abbiamo disinnescata, era stata piazzata sotto la strada, li.
Nella porta successiva non siamo riusciti a neutralizzare gli ordigni e gli abbiamo fatti brillare”.

I bombardamenti russi hanno salvato l’esercito di Assad dalla disfatta e liberato la città, adesso si procede con le operazioni di bonifica.

“Si tratta di un laboratorio chimico e c‘è quanto serve per fare i detonatori”.

Acidi, acetone, cavi elettrici, quanto basta per la miscela esplosiva usata a Parigi e a Bruxelles e con cui l’Isil firma i propri attentati.

La città patrimonio dell’Unesco è rimasta 10 mesi sotto il controllo di Daesh. Molti hanno preso la via della fuga e lo Stato islamico si è trovato nella condizione di dover assumere nuovi funzionari.

Nella fuga precipitata i fondamentalisti hanno lasciato tracce di ogni tipo:

I jihadisti possono, per esempio, noleggiare una donna a 3 euro, per sei mesi, tra le reclute anche ragazzini di 14 anni; mentre gesti di disobbedienza come fumare sono puniti con 15 giorni di prigione.

Questo è il temuto tribunale islamico.

Lui è stato condannato a 15 giorni di prigione, racconta le condizioni impossibili del carcere.

“Vivevamo in uno stato di terrore permanete; ci dicevano: o vi tagliamo la testa o la gola”.

Per uno che è stato liberato, tanti altri sono morti in carcere.
Mohamed è fuggito prima che arrivassero i terroristi. Il figlio però non ha voluto.

“Mio figlio ha detto agli jihadisti, Palmira è la mia città e questi come risposta: non ti daremo la soddisfazione di essere ucciso qui. L’hanno portato in un’altra città, dove è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco, il video è stato poi postato su internet. Cosa altro dovrei aggiungere? Che Dio li maledica”.

Mohamed non ha ancora ritrovato il corpo del figlio.

Appena fuori Palmira, i soldati siriani hanno individuato una fossa comune:

“Sono stati ritrovati i corpi di 5 uomini, 7 donne, 8 bambini e perfino un neonato di sei mesi. I corpi sono stati sepolti uno sull’altro”.

Quaranta cadaveri sono stati trasferiti all’ospedale militare di Homs, una minima parte. Secondo il regime almeno 300 persone sono state giustiziate nei dieci mesi di occupazione.